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40) I pixel hanno una 'forma'? - il formato RAW

Riporto, perchè mi sembra estremamente interessante e chiarificatrice, questa risposta che mi fornito cortesemente Guglielmo sul forum dell'Annci, associazione nazionale nikon club italia (http://www.nci-news.135.it/) perchè spesso, per semplificare, si usa una terminologia che ci fa dimenticare cosa nasconde in realtà dietro di sè e ci procura molta confusione.

Di per sé il termine "pixel" identifica l'elemento unitario di un immagine digitale e, ad esempio nel formato truecolor a 24 bit, esso è semplicemente formato da una tripletta di bytes (8+8+8 bit) che, con un valore ciascuno oscillante tra 0 e 255, rappresentano l'intensità dei tre singoli colori (RGB).
L'unità di misura, il pixel, NON ha una forma e lo possiamo considerare teoricamente puntiforme!
Un immagine digitale è composta da X pixel in orizzontale e Y in verticale per un totale di X per Y punti.
Così sfatiamo subito il mito che un immagine digitale abbia una densità (troppo spesso sento parlare di salvare un immagine a 72 dpi piuttosto che a 300 dpi ... un immagine è solo data da X per Y punti ... i DPI sono relativi al supporto dove la visualizziamo: monitor, stampante, ...).
Il monitor è invece un oggetto "fisico" e come tale rappresenta i tuoi pixel con dei punti colorati (i fosfori nei monitor a tubo catodico, dei LED negli LCD).
Quelli di uso comune (quindi non quelli professionali dai costi ... ragguardevoli) hanno circa 72 puntini luminosi ogni pollice (1 pollice = 2,54 cm).
Ora, immaginiamo che tu abbia un monitor in grado di rappresentare 1280 x 1024 puntini luminosi e che tu voglia sempre vedere una foto occupando tutto lo schermo.
Fino a quando i punti della tua immagine sono superiori a quelli del tuo monitor ... nessun problema, se ne scartano alcuni e si riduce l'immagine ad un numero di punti che il monitor può visualizzare.
Ma ... cosa succede se tu hai una vecchia foto 640 x 480?
Il sistema deve inventarsi dei punti che non esistono per riempire i puntini luminosi del monitor ... i 640 devono essere raddoppiati per diventare 1280 e le 480 righe più che raddoppiate per riempire le 1024 righe di puntini del monitor.
Ora pensaci ...
se prendi un punto e lo raddoppi verticalmente ed orizzontalmente cosa ottieni ?
Un quadrato di 2 x 2 punti.
Ora, tu mi parli di ingrandire; l'ingrandire non fa altro che prendere una parte della tua foto (quindi un certo numero di punti X per un certo numero di righe Y ... inferiori alla dimensione totale) e visualizzarli lì dove prima visualizzavi tutta la foto.
Quando questo numero di punti non sarà più sufficiente a pareggiare i punti luminosi dello schermo ... il sistema dovrà inventare punti aggiungendone orizzontalmente e verticalmente creando dapprima degli impercettibili quadratini, poi dei quadrati sempre più visibili.
In realtà la cosa non è esattamente così semplice e vengono usati degli algoritmi di interpolazione per creare i punti mancanti cercando di dare ... meno nell'occhio ... ma oltre un certo limite ... non c'è algoritmo che tenga...
Quindi ... sono solo numeri e ... non hanno una forma

Il formato RAW

Gli elementi sensibili di un sensore di una fotocamera digitale, essendo oggetti reali, hanno invece una forma che è dipendente dalla tecnologia utilizzata.
Chi li ha rotondi, chi quadrati, chi esagonali e chi ottagonali (e magari ne esistono altri ancora che neanche io conosco).
Il formato RAW rappresenta in modo "grezzo" il segnale elettrico generato da tali elementi sensibili e per essere trasformato in un immagine esso ha bisogno di passare attraverso una serie di complessi algoritmi matematici il cui risultato, alla fine, viene salvato in file di vari formati : .jpg, .tiff, .tiff16, ...
Poiché il RAW è un formato grezzo (le cui caratteristiche peculiari sono note solo al costruttore della fotocamera), gli algoritmi di conversione sono specifici per quel determinato formato e quindi sensore.
Non esiste difatti un unico algoritmo che può convertire il RAW di qualsiasi costruttore in un formato standarad proprio per le differenze costruttive di ognuno di essi.
Adobe Photoshop CS2 non è particolarmente interessato alla forma degli elementi sensibili di un sensore, ma l'algoritmo che usa per la conversione SI, poiché diverse forme (e diversi sensori) vanno trattate con algoritmi diversi.
Normalmente il produttore della fotocamera rilascia delle specifiche di "base" sulle quali poi i produttori di software sviluppano gli algoritmi di conversione.
Ho volutamente detto di "base" poiché ogni costuttore, in realtà, non dice mai "tutto" ed il resto i vari sviluppatori di software cercano di carpirlo sia studiando attentamente le specifiche del RAW fornite sia, secondo me, facendo un bel po' di "reverse engineering" sui software di conversione originali dei vari costruttori di fotocamere.
Quindi, quello che devi vedere, è solo se il tuo particolare sensore è supportato o meno dal software con cui vuoi trattare il RAW indipendentemente da altri particolari.
Tieni presente che normalmente a fotocamera diversa corrisponde sensore diverso
Guglielmo

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