Le false coppie cromatiche
Se però, come ho già accennato,
sbagliamo nell'accoppiare i colori, la prova del grigio ce lo dirà
subito. Ma sarà bene esaminare meglio queste deviazioni rispetto
alle coppie cromatiche autentiche, poiché non è affatto
detto che la composizione a colori debba esser limitata ai colori
complementari.
Così, per esempio, posso unire verde e arancione, naturalmente
non per mezzo di un diametro, ma mediante una corda (1). La base arancione
non sarà più parallela a quella verde, bensì
le due basi a un certo punto s'incontreranno (2).
Nel calcolare il risultato della mescolanza di verde e arancione,
parto dal fatto che il verde sta esattamente tra il giallo e l'azzurro,
e che l'arancione sta esattamente tra il giallo e il rosso. Dunque
verde + arancione è uguale a giallo + azzurro + rosso + giallo |
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Il risultato della mescolanza non è il
puro grigio incolore, ma un grigio carico di giallo, perché
il giallo è contenuto tanto nel verde quanto nell'arancione,
e perché le due basi non sono parallele, ma s'incontrano nella
direzione del giallo, tendono verso il giallo.
La prova dell'autenticità di questa coppia non è riuscita;
verde e arancione non son dunque un'autentica coppia cromatica.
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Un'altra falsa coppia di colori, come già
può rivelare uno sguardo al disco cromatico, è rappresentata
da viola e verde. Infatti verde + viola è uguale a giallo +
azzurro + rosso + azzurro.
Il risultato della mescolanza è un grigio carico di azzurro,
perché l'azzurro è presente in ambedue i colori e la
base viola e la base verde non son parallele, ma tendono a incontrarsi
nell'azzurro.
La terza coppia cromatica di questo tipo è: viola e arancione. |
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Il risultato è un grigio carico di rosso,
perché il rosso è presente in tutt'e due i componenti,
e le basi viola e arancione non sono parallele, ma tendono a incontrarsi
nel rosso.
Credo che basti per oggi. Con l'esercitazione pratica (di qui a otto)
avrete modo, se necessario, d'imprimervi meglio in mente quanto abbiamo
detto, e tutto questo vi apparirà anche più vivo e più
espressivo.
Si possono pensare diversi modi di applicazione pratica, lo stesso,
in alcuni lavori fatti quest'estate, ho provato una dietro l'altra
le azioni cromatiche parziali che vi ho illustrato.
Il fatto che questi lavori, presi ognuno per sé, facciano sentire
la mancanza d'un effetto totale, non ci deve preoccupare.
La totalità, cui noi aspiriamo, si può raggiungere anche
con una serie più o meno piccola di operazioni parziali.
Quanto abbiamo imparato potremmo applicarlo al Bauhaus, o meglio nel
dipingere una casa.
Io proporrei di scegliere una prima volta, per tre stanze, le coppie
cromatiche autentiche in graduati accordi. Ciascuna stanza rappresenterà
una parte dell'effetto totale basato su rosso, giallo e azzurro, e
la sua limitatezza cromatica ci spingerà a cercare d'integrarla
con le altre due stanze, dipinte in modo, appunto, da soddisfare questo
desiderio.
La limitatezza cromatica di ciascuna stanza ha inoltre l'eccellente
qualità di metterci in movimento facendoci entrare, per completare
l'effetto, nelle altre due.
E l'effetto totale si avrà soltanto passeggiando per tutte
e tre le stanze.
Un'altra volta proporrei di dipingere tre stanze attigue in modo che
ciascuna corrisponda ad una delle tre false coppie cromatiche.
Nella prima, allora, ci apparirà predominante il giallo, nella
seconda l'azzurro e nella terza il rosso. E anche qui, passando attraverso
le tre stanze, si supererà la limitatezza cromatica di ciascuna
d'esse in un effetto totale basato su rosso, giallo e azzurro.
Vi anticipo questo sulla prossima lezione per dare un sapore più
vivo alla teoria esposta oggi. La natura della totalità cromatica
resta però ancora da fissare e da fondare. |
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