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16) Paul Klee

L'ordine nell'ambito dei colori, L'allineamento finito dei colori e il loro infinito trapassare l'uno nell'altro, Rapporti cromatici lungo i diametri e lungo la circonferenza (5)


da Teoria della forma e della figurazione
edizioni Feltrinelli, 1959
La legge di totalità del piano cromatico

Prima di passare allo spazio vorrei prender fiato sul piano, godermela un poco su di esso.
Ci sono molte persone intelligenti e ce ne son state anche prima.
È naturale quindi che sia stata riconosciuta ormai da molto tempo l'importanza canonica di azzurro, giallo e rosso, importanza legata alla presenza di tutti e tre i colori e al loro equilibrio; e si dice pertanto che nessuna delle tre voci deve mancare e che di nessuna deve esserci troppo o troppo poco.
È questa una legge degna d'esser tenuta in considerazione, ma a patto di guardarsi da quello schematismo che vorrebbe mutare in cose le nude leggi.
Un tale errore, che porta alla costruzione per la costruzione, è proprio di gente asmatica, stretta di petto, la quale da leggi invece di opere. E hanno troppo corto il fiato per capire che le leggi devono servir di base solo perché vi prosperi la vita; che si ricercano le leggi solo per veder come le nostre opere si staccano da quelle della natura, paesaggio, animali, uomini, che ci stanno intorno, senza per questo diventare assurde; e che le leggi sono comune fondamento alla natura e all'arte.
È così che capita di sentir frasi come queste:
"Non adoprare mai il grigio, ma solo i suoi componenti, i colori complementari che già lo contengono! Il grigio viene fuori da solo." Oppure: "Usare solo i colori primari, azzurro, giallo e rosso, perfettamente puri e in perfetto equilibrio! Essi comprendono in sé tutti gli altri colori! Tutti gli altri colori vengono fuori da soli."
Frasi simili le dicono persone che vogliono far capriole per principio. Le quali capriole di tanto in tanto vanno fatte, ma solo se rispondono a un bisogno, non già per principio.
Vorrei dunque mettervi in guardia da un tale impoverimento in ossequio alla legge, e dal fraintendere quanto fin qui vi ho detto.
Altrimenti si finirebbe col limitarsi al solo grigio, che è il centro del tutto, con la scusa che nel grigio son compresi tutti i colori: azzurro, giallo e rosso. Ed anche nero e bianco.
In ossequio a questa legittima verità bisognerebbe dunque bandire tutti i colori, anche il nero e il bianco? Soltanto il grigio è permesso, il solo grigio centrale.
Il mondo grigio nel grigio, allora? No!
Ancor meno: il mondo come un unico grigio, come il nulla.
A questo assurdo può portare la semplificazione, a un estremo impoverimento, alla perdita della vita.
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Data la loro predominante importanza, ho chiamato la presenza dei tre colori primari legge della totalità sul piano cromatico: mostrerò ora con alcuni esempi come si può adempiere a questa legge e ciò che sotto di essa ricade.
Azzurro, giallo e rosso in rappresentazione spaziale centrica
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La confusione tra legge e opera, tra fondamenta e casa, tra formula e operazione si potrebbe dimostrare mediante il simbolo dei tre punti. Essi ci danno la formula del 05
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2. Il triangolo dice già molto di più. I tre lati simboleggiano l'intero movimento cromatico che si svolge lungo di essi in tutta la sua ampiezza.
3. I movimenti dei colori complementari sono in certo senso di natura triangolare, anche se ciò non è del tutto evidente per il fatto che al posto dei due colori primari compare il colore secondario di cui essi sono i componenti. Un movimento di colori complementari è dunque abbastanza vicino alla totalità cromatica.
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4. Al movimento azzurro-rosso, lungo una parte del perimetro, corrisponde un simbolo che è meno del triangolo.
La legge della totalità è osservata solo per due terzi (due punti invece che tre).
5. Al movimento tra false coppie cromatiche corrisponde un simbolo che è più del triangolo.
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Verde-arancione è più che triangolare, c'è un punto giallo di troppo: di qui la preponderanza del giallo.
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Anche viola-arancione ha come simbolo il quadrangolo o doppio triangolo.
Questo movimento coinvolge un punto rosso di troppo; di qui la preponderanza del rosso.
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Verde-viola ha come simbolo il quadrangolo o doppio triangolo.
C'è un punto azzurro in più rispetto alla formula della totalità.
Di qui la preponderanza dell'azzurro.
Come avete visto, le azioni cromatiche non corrispondono sempre alla legge della totalità.
A volte lasciano fuori un punto, altre volte ne coinvolgono uno in più.
Azioni di questo genere van considerate azioni parziali.
Dobbiamo quindi evitarle? No di certo.
Esse vanno soltanto ampliate nel senso della totalità, e hanno in sé la possibilità di essere ampliate.
Come ho dimostrato in un corso precedente, il tempo ha una parte essenziale nel campo delle arti figurative.
Già le azioni parziali si svolgono nel tempo. Non dobbiamo rinunciare a un'azione parziale se è ben riuscita e ben organizzata: possiamo ampliarla fino alla totalità in un secondo momento, possiamo, col tempo, raggiungere la totalità, come vi ho proposto di recente con l'esempio delle tre stanze.
L'azione parziale azzurro-rosso, che coinvolge soltanto due punti, può essere ancora più piccola, può essere, per esempio, soltanto un movimento dall'azzurro al viola; e la si potrebbe lo stesso ampliare sino alla totalità:
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Il che, unendo insieme i tre tempi, soddisfa completamente, tanto per il numero quanto per il peso.
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Rappresentiamo ora come si possa rendere totale un'azione parziale complementare.
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La stella elementare, o stella della totalità del piano cromatico. I casi di polarità annodati nel grigio dove si compensano
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La sfera cromatica
Son così arrivato alla fine della topografìa cromatica piana, ho cioè stabilito ed esaminato le località dei colori sul piano. Ancora uno sforzo e arriviamo alla sintesi spaziale che comprende i punti più potenti, i punti della totalità bianco, azzurro, rosso, giallo e nero, nell'ambito del puro assetto cromatico.
L'orientamento secondo i punti principali nell'assetto spaziale dei colori:
17 La topografìa dei colori sviluppata spazialmente:
I (•> Bianco, azzurro, rosso, giallo, nero
II • Grigio, arancione, verde, viola

18 I tre movimenti cromatici : per es. del rosso
a) periferico (verso l'azzurro o il giallo)
b) diametrale (verso il verde)
e) polare (verso il bianco o il nero)
19 Movimento di una coppia di colori sul disco cromatico.
Equilibrio spaziale vuoi dire: un'energica presa di posizione, piena di significato, nell'intero campo dei mezzi cromatici e chiaroscurali. I colori complementari si muovono attorno ai punti principali, bianco, azzurro, rosso, giallo, nero, e si muovono in tutte e tre le dimensioni spaziali. L'equilibrio piano si limita invece a una presa di posizione sul piano dello spettro. (continua)
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