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18) Jorrit Tornquist

Luce, Illuminazione

parte prima

da Colore - Luce, applicazione basic design

editore U.Hoepli, Milano 1983
La luce e i colori, in tutte le loro manifestazioni, li vediamo da sempre, da quando il nostro occhio si è formato nella luce per la luce.02

Per orientarci nel mondo che ci sta attorno, noi percepiamo le apparenze nella loro molteplicità, sentiamo quanto abbiamo percepito e lo valutiamo, riteniamo queste valutazioni verità, mettiamo in discussione il vero.

E con ciò siamo già in piena interpretazione di quanto vediamo:

tu interpreti, sei parte attiva del processo visivo, provi sensazioni; la constatazione non è mai oggettiva.

Ti rendi conto che il percepire avviene dentro di te, è la tua esperienza.

Le manifestazioni della luce, delle luci e dei colori le vediamo da sempre; osservale per captarle e le vedrai con occhi nuovi.

Vedere è usare le nostre abitudini visive per interpretare il mondo; analizzale perché il loro possibile uso è legato al riconoscerle.

Luce

Immaginiamoci un paesaggio in pieno mezzogiorno. Il sole è un piccolo punto bianco allo zenit.
La luce irradiata dal sole è senza colore, pur avendo in sé tutti i colori. Se l'equilibrio dei contrasti, l'insieme, viene diviso nei suoi elementi costitutivi dalla pioggia, nasce, davanti ai nostri occhi, l'arcobaleno.03

La sensazione dell'assenza di colore e di equilibrio deriva dal fatto che non percepiamo gli stimoli quando essi sono continui.
Non leggiamo la luce se non sono presenti gli elementi che la scompongono.

Dopo la pioggia, torniamo alla nostra immagine del mezzogiorno; tutti gli oggetti illuminati splendono del loro colore: il verde del prato è saturo, tenero, umido, è verde-prato; il rosso dei tetti è il rosso caldo delle tegole; il colore dei campi, l'ocra della terra e il verde del bosco è l'ombroso, fresco verde-bosco.
Anche qui appaiono i contrasti contenuti nella luce incolore. Gli oggetti riflettono una parte della luce, quella che tu percepisci e vivi come colore.

Uno stimolo non esiste se non esiste contrasto, perciò la luce di per sé non è visibile. Senza contrasto non c'è percezione.04

Il chiaro è percepibile come tale tramite lo scuro, un colore tramite il suo complementare, un colore scuro tramite uno chiaro, uno saturo tramite uno non saturo.

Interpretiamo come complementare perfino ciò che è simile.

Ogni stimolo, se non interviene un contrasto, perde alla lunga la possibilità di essere sentito, captato, percepito.

Deduciamo la presenza della luce dall’illuminazione, l'illuminazione dalla visibilità degli oggetti.

Illuminazione

Il sole splende. Le case, le colline e i monti lontani si stendono davanti ai nostri occhi.

Il cuore si apre. Anche senza guardare il cielo sappiamo che è sereno e che la luce investe ogni cosa.05

Presumiamo che ci sia luminosità poiché i contrasti tra chiaro e scuro sono marcati, i colori splendenti e il paesaggio da nell'insieme un'impressione colorata e luminosa. Il nostro campo visivo è composto dai colori chiari, puri, brillanti dell'estate.

Per interpretare ciò che vedo uso l'intero campo visivo, per interpretare ciò che vedo nella raffigurazione uso il suo campo specifico.

Così come il campo visivo determina l'interpretazione del mondo circostante, il campo della raffigurazione determina l'interpretazione della stessa.

Così come il campo visivo determina la nostra percezione dell'illuminazione del mondo circostante, il campo della raffigurazione determina l'illuminazione con cui noi la viviamo.

Interpretiamo i singoli elementi del campo visivo, siano oggetti o raffigurazioni, con gli stessi meccanismi percettivi.06

Mediante il campo della raffigurazione si può ottenere qualsiasi manifestazione del colore.

La nostra percezione visiva non è mai oggettiva, ma è partecipazione, interpretazione soggettiva.

Caratteristiche del materiale

Quando osserviamo un oggetto, esso non è determinato solo dal colore che gli è proprio ma anche dalle caratteristiche del materiale, lucido/opaco, trasparente/coprente, liscio/ruvido.

Nessuno darebbe un morso a una fetta di anguria se forma e colore fossero esatti ma non fossero presenti la lucentezza tutta particolare della polpa umida e la sua trasparenza.

Vediamo dunque che non soltanto il colore, ma anche quei fattori come l'opaco - il lucido, il trasparente - il coprente, il liscio - il ruvido, sono importanti per riconoscere un oggetto, anche se, come abbiamo visto, pure queste caratteristiche sono imitabili con il colore.

Specchiante - lucido - opaco
I campi opachi disperdono la luce che cade su di essi in tutte le direzioni.

I campi lucidi riflettono la luce che cade su di essi, orientata in modo più o meno netto verso specifiche direzioni secondo la sua lucentezza.

I campi specchianti riflettono soltanto in una direzione: angolo di incidenza = angolo di rifrazione.

Opaco come:
velluto - opaco - semiopaco - serico - grasso - ceroso - cromo - specchiante - brillante.

Trasparente - opaco

Queste qualità si possono combinare con quelle sopra citate. Dalla velatura trasparente come vetro al latex sino al colore totalmente coprente, i passaggi sono continui.07

La trasparenza è sempre legata alla lucentezza, poiché soltanto una superficie liscia, non dispersiva, permette alla luce di penetrare direttamente.

Le velature si comportano come un filtro: il colore del fondo è altrettanto determinante quanto il colore della velatura stessa.

Acquerello, lacca trasparente, chine ecc. sono colori trasparenti.

La maggior parte dei colori ad olio e degli acrilici sono coprenti.08

Trasparente come:
vetro - torbido - latteo - translucido - coprente.

Liscio - ruvido

La lucentezza è liscia, l'opacità è ruvida: si passa lentamente a una texture tridimensionale.

C'è differenza tra un colore steso in modo che risulti sottile e liscio oppure pastoso e grumoso.
Rembrandt rialzava le luci con colori pastosi, Van Gogh dipingeva l'intero quadro in maniera pastosa.09
La pastosità ha sempre un carattere di materialità, poiché la superficie trattata presenta chiari e scuri reali, che si aggiungono a quelli raffigurati.

Ove si ricerchino particolari effetti illusionistici si dovranno evitare le superfici ruvide.

Il supporto che verrà utilizzato è altrettanto determinante per il risultato.
La scelta di carta liscia o ruvida, di tela a trama sottile o grossa, di fondi in gesso a superficie liscia o ruvida, dipenderà dall'effetto che si vuole raggiungere.
Sia che un colore coprente sia grumoso, o lo sia solo il supporto, si otterrà il medesimo effetto. (continua)
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