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19) Jorrit Tornquist

Luce, Illuminazione

parte seconda

da Colore - Luce, applicazione basic design

editore U.Hoepli, Milano 1983
Sistematica del colore

II colore è sensazione, ma se riflettiamo razionalmente su questo fatto, se tentiamo di captarne le interrelazioni, di organizzarle, ci troviamo di fronte a una materia morta. Però per utilizzarla, per discuterne, dobbiamo tentare di racchiuderla in concetti. Ma proprio qui domina il caos parole identiche per fenomeni diversi, parole diverse per fenomeni identici.

Buttiamoci quindi nell'inevitabile:

La disposizione dei colori dobbiamo immaginarla spazialmente, preferibilmente in forma di sfera per descriverla utilizzerò la topologia del globo.

L'equatore come caso particolare dei gradi di latitudine, i gradi di longitudine, l'asse Polo Nord-Polo Sud, il diametro, da un punto sull'equatore al punto apposto, che passa attraverso il centro della sfera.

All'asse Nord-Sud corrisponde l'asse bianco-nero. Il bianco sfuma progressivamente nel nero, passando attraverso il grigio. L'asse bianco-nero contiene la scala dei grigi.

L'equatore corrisponde al cerchio cromatico, sul quale sono allineati tutti i colori puri.

I gradi di longitudine, e ciò si può già dedurre da quanto detto sopra, rappresentano i passaggi di ogni colore puro verso il bianco e verso il nero. Scala dei colori puri schiariti. Scala dei colori puri scuriti.

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Sezione verticale della sfera cromatica

Il diametro corrisponde alla saturazione, su di esso corre un colore puro dall'esterno verso il grigio del punto centrale e da lì verso il colore puro situato di fronte, il colore complementare. Il raggio è la scala del colore puro nel grigio.

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Sezione orizzontale della sfera cromatica

I solidi sui quali sono collocati i colori secondo i vari sistemi normativi, a causa della differente chiarezza dei colori puri, sono tutti sfere deformate poiché si cerca di mantenere costanti, sui gradi di latitudine, sia la saturazione che la chiarezza.

Un giallo puro non ha la stessa chiarezza e luminosità di un viola puro. Il viola è più scuro e meno saturo.

Però anche la distanza di un colore puro dal grigio varia da tinta a tinta, si verifica cioè una ulteriore deformazione.

Prova a mescolare un giallo puro con un grigio della medesima chiarezza ottenendo una scala di gradini percettivi ugualmente distanti tra loro. Tenta la stessa operazione col viola, mantenendo la stessa distanza tra un gradino e l'altro, e ti accorgerai che il giallo necessita di un maggior numero di gradini rispetto al viola.

Per semplicità ci accontenteremo però, in questa sede, dell'esempio della sfera cromatica regolare.

La tinta

questo è il

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Cerchio cromatico.

Possiamo suddividere all'infinito sia i colori puri che le tinte.
Giallo - giallo arancio - arancio - rosso - magenta ... e ancora:
giallo - arancio giallo - giallo arancio - arancio ... e così via.

Sistema Munsell

H = hue, simbolo per la tinta.

Il sistema Munsell ha 5 tinte principali e 5 intermedie intervallate alle prime.

R = rosso (red);
YR = giallo rosso;
Y = giallo (yellow);
GY = verde giallo;
G = verde (green);
BG = blu verde;
B = blu(blue);
PB = porpora blu;
P= porpora (purple);
PR = porpora rosso;
R = rosso;

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Nel cerchio interno sono collocate le 5 tinte base con le loro intermedie, nel cerchio esterno la suddivisione per 100 per la memorizzazione statistica. Il cerchio intermedio porta una combinazione tra lettere e numeri, quale è stata usata per la codificazione delle 40 tinte del Munsell book of color.

Nella sezione verticale della sfera, quella zona delimitata dalla scala dei colori schiariti e scuriti e dall'asse dei grigi è il piano della tinta tutti i colori che si trovano su di esso hanno la medesima tinta.

Essa raggiunge la saturazione ottimale all'equatore, cioè al cerchio cromatico; verso l'asse dei grigi la saturazione diventa progressivamente nulla.

Ogni punto della sezione corrisponde soltanto a un colore specifico nell'ambito della medesima tinta.

Tutti i passaggi di colore all'interno della sfera sono da immaginare continui.

Gradi di chiarezza - scurezza

Rosa, azzurro, lillà, avorio sono colori schiariti. Oliva, ocra, marrone, blu marino sono colori scuriti.

Se andiamo da un colore puro verso il polo del bianco, il colore si schiarisce se andiamo verso il polo del nero, il colore si scurisce.

Scala di un colore puro schiarito

Prendiamo un colore puro e aggiungiamo ad esso del bianco: il colore schiarisce e va verso il bianco.

Scala di un colore puro scurito

Prendiamo un colore puro e aggiungiamo ad esso del nero: il colore scurisce e va verso il nero.

Nel sistema Munsell il simbolo per la chiarezza è:
V = value;
0/. indica nero assoluto;
5/. grigio intermedio;
10/. bianco assoluto.


Saturazione

Un colore puro perde di saturazione avvicinandosi al grigio, al bianco, al nero.

Mescolando il colore puro con un grigio della medesima chiarezza otterremo:

Scala di un colore puro verso il grigio

Il colore diminuisce di saturazione, non però di chiarezza.

I gradi di saturazione rappresentano una misura per determinare il livello di cromaticità di un colore.

Ci interessano qui particolarmente le scale di chiarezza che mantengono la medesima saturazione, poiché una superficie in ombra modifica appena, o per niente, la propria saturazione.

Queste scale si chiamano:

Scale di chiarezza

Un caso particolare delle scale di chiarezza con saturazione zero è la:

Scala dei grigi

Essa va dal bianco al nero. Un grigio che noi sentiamo come grigio medio riflette circa il 25 % della luce che lo investe.

Nella sfera cromatica le scale di chiarezza sono parallele all'asse dei grigi.

Spostamento tonale della tinta

Procedendo scrupolosamente constateremo: quasi tutte le tinte si spostano di tono sia nello schiarirsi sia nello scurirsi.

Percorso dello spostamento tonale della tinta nella formazione delle ombre.

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II colore dell'ombra dipende sempre dal colore della luce; si consiglia di copiarlo mantenendo ogni volta costanti le condizioni specifiche.

Una giusta colorazione dell'ombra trasmette la sensazione di luce voluta: sole splendente, cielo nuvoloso, luce di candela, e così via.

È importante miscelare i colori che raffigurano le ombre nelle stesse condizioni di luce che dovranno essere vissute nella raffigurazione.

In generale si può affermare:

Dal giallo all'arancio-rosso le ombre sono più rosse, ad eccezione di quando la luce è fredda.

Dall'arancio-rosso al viola le ombre sono più rosse.

Dal viola al blu cadmio le ombre sono più viola.

Dal blu cadmio al verde lavagna le ombre sono più verdi, ad eccezione di quando la luce è fredda.

Dal verde lavagna al giallo le ombre sono più gialle.

Se il colore della luce è complementare al colore del pigmento, il colore dell'ombra propria sarà sempre più saturo del colore in luce. (continua)
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