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32) Roger Pring Il colore nel codice HTML parte prima da www.colour, uso efficace del colore per la progettazione di pagine web edizione Apogeo, 2001 |
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| La minuscola
rosa di punti che costituisce la base del processo di stampa a quattro colori
assume l'aspetto di un bouquet spento dinnanzi alla fosforescente luminosità
del monitor. Nonostante la stampa sia in grado di offrire una risoluzione standard quattro volte maggiore rispetto a quella del monitor, la sua apparente superiorità è del tutto smentita dalle maggiori possibilità di rappresentazione del contrasto e dagli elevati valori di saturazione del colore dello schermo. L'utente si posiziona generalmente almeno due volte più distante dal monitor rispetto al libro stampato, cosa che aggiunge maggior definizione all'immagine a video. Monitor di potenza standard sono in grado di ricreare immagini con più di 16 milioni di colori. Si tratta di un avvicinamento al colore "vero" dato che la differenza risulta pressoché impercettibile. I monitor ormai appartenenti alla preistoria informatica erano in grado di attivare o disattivare un pixel e gli schermi erano in bianco e nero (o, a seconda dei casi, nero-verdi o nero-arancioni). Grande fu l'entusiasmo quando furono superati i confini della profondità di colore a un bit in favore di schermi a quattro bit in grado di riprodurre scale di 16 colori. E poi ancora a otto bit 256 colori standard dei comuni videogame, fino a 24 bit con 16,777,216 colori. Numeri di tale sorta non possono risultare facilmente credibili sul web. Un compromesso plausibile si attesta attualmente intorno allo spettro dei 256 colori. Sottratti i 40 colori necessari al sistema operativo, ne rimangono solo 216. In questo modo è possibile riprodurre un elegante cubo con unità individuabili per ogni lato. Ancora un calcolo: 6x6x6 = 216. Un cubo è dotato di sei angoli utili e il tubo retrostante lo schermo che genera gli elettroni rosso verde e blu, sia esso attivato o meno, è in grado di riprodurre otto combinazioni di colori. Mettete ora questi estremi agli angoli del cubo lungo ogni faccia e otterrete una variazione del venti percento nella scala di ciascun colore.
In altre parole il tubo ha un differenziale composto da sei gradi, tra lo 0 (completamente disattivato) e 255 (a massimo regime). Rimarne solo un ostacolo. Il computer necessita di un solo segno per rappresentare valori numerici. Nella numerazione esadecimale ci sono 16 valori rappresentati dai numeri 0-9 seguiti dalle lettere A-F.
Solo sei di questi valori ci interessano in questo caso, per via del 20% di gap esistente tra un valore e il successivo. ![]() Nel codice HTML, i colori vengono rappresentati dai raggi per il rosso/verde/blu attraverso l'assegnazione rrggbb. Data la difficoltà di rappresentazione del colore CC0033, i software per Web design nascondono i valori matematici e lo definiscono "rosso rosato". Al passo coi tempi In un normale monitor CRT (tubo a raggi catodici) l'immagine sullo schermo è creata da fosfori luccicanti, particelle chimiche organiche che degradano progressivamente nel tempo. Un preciso schema ripetitivo (il "trio") di puntini rossi, verdi e blu viene applicato con una maschera in corrispondenza leggermente arretrata alla parte interiore dello schermo. Le bocche degli elettroni dietro al tubo attivano selettivamente ciascun puntino di fosforo mentre prorompono verso lo schermo. Ci sono due principali tipi di maschere: ad apertura a griglia e a shadow. Questa tecnologia ha raggiunto un notevole sviluppo e oggi abbiamo a disposizione un'ampia scelta di schermi piatti o quasi piatti. Sforzi straordinari, da un punto di vista sia ottico sia elettronico, hanno portato a monitor che occupano metà dello spazio dei loro antenati, ma la battaglia sembra persa, il CRT è attaccato da strumenti che surclassano il bitorzoluto tubo di vetro e i suoi voltaggi eccessivi. La richiesta di computer portatili forzò il passo dello sviluppo dell'attuale generazione di LCD (monitor a cristalli liquidi). Le proprietà di questi cristalli sono note da molti anni, ma c'è un grosso divario tra il comune display di una calcolatrice e la struttura a più livelli di un monitor a colori. In questi schermi i colori sono prodotti attivando selettivamente ognuno dei minuscoli transistor vicinissimi allo schermo retroilluminato. Ogni transistor corrisponde a un pixel, coperto da un filtro rosso, verde o blu. La risposta luminosa del pixel è controllata variando il voltaggio applicato ai poli dei pannelli che formano la parte superiore degli strati di cui è composto lo schermo.
Un normale monitor LCD può contenere un totale di più di due milioni di pixel RGB. Nonostante l'estremo rigore del processo di produzione, molti schermi contengono una microscopica proporzione di pixel difettosi che sono "morti" o costantemente "accesi". Secondo un produttore di schermi, 20 di questi pixel (lo 0,0008 %) per schermo sono un livello accettabile di difetto. Se potete, controllate il vostro-schermo prima di comprarlo. I pixel morti non resusciteranno mai. Gli ulteriori sviluppi riguardano i FED (display con emissione a terra), altrimenti noti come POP (display con pannelli al plasma). Il design è un'elegante sintesi dei principi base di CRT e LCD ma la necessità di fosfori indica che avranno vita breve. (continua) |
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