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Il colore
raccolta di documenti di autori vari

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italiano spaz
01) Arnehim - Il colore - parte 1
02) Arnehim - Il colore - parte 2
03) Arnehim - Il colore - parte 3
04) Arnehim - Il colore - parte 4
05) Arnehim - Il colore - parte 5
06) Kandinsky - L'effetto del colore - parte 1
07) Kandinsky - L'effetto del colore - parte 2
08) Kandinsky - L'effetto del colore - parte 3
09) Kandinsky - L'effetto del colore - parte 4
10) Kandinsky - L'effetto del colore - parte 5
11) Kandinsky - L'effetto del colore - parte 6
12) Klee - L'ordine e l'essenza dei colori - parte 1
13) Klee - L'ordine e l'essenza dei colori - parte 2
14) Klee - L'ordine e l'essenza dei colori - parte 3
15) Klee - L'ordine e l'essenza dei colori - parte 4
16) Klee - L'ordine e l'essenza dei colori - parte 5
17) Klee - L'ordine e l'essenza dei colori - parte 6
18) Tornquist - Colore e luce - parte 1
19) Tornquist - Colore e luce - parte 2
20) Tornquist - Colore e luce - parte 3
21) Tornquist - Colore e luce - parte 4
22) Tornquist - Colore e luce - parte 5
23) Itten - Arte del colore - recensione
24) Itten - Arte del colore - parte 1
25) Itten - Arte del colore - parte 2
26) Itten - Arte del colore - parte 3
27) Itten - Arte del colore - parte 4
28) Itten - Arte del colore - parte 5
29) Itten - Arte del colore - parte 6
30) Itten - Arte del colore - parte 7
31) Itten - Arte del colore - parte 8
32) Pring - Il colore nel codice HTML- parte 1
33) Pring - Il colore nel codice HTML- parte 2
34) I chakra e i colori
35) I colori dalla natura al computer - parte 1
36) I colori dalla natura al computer - parte 2
37) I colori dalla natura al computer - parte 3
38) I colori dalla natura al computer - parte 4
 
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rudolf arnehim
Rudolf Arnheim

"Vedere" è un atto creativo e il giudizio visivo non è contributo dell'intelletto successivo alla percezione, ma ingrediente essenziale dell'atto stesso del vedere. Quanti, tuttavia, sanno prendere coscienza del giudizio visivo e tradurlo e formularlo? Sapere quali sono i principi psicologici che lo motivano e quali sono le componenti del processo visivo che partecipa alla creazione come alla contemplazione dell'opera, significa sapere "che cosa" in realtà, vediamo.
Per "vedere" in tal senso l'opera d'arte, non occorre essere un artista o uno psicologo: ma niente può esser prezioso quanto l'avvertimento di uno psicologo che è anche finissimo critico d'arte. Rudolf Arnheim, già discepolo di Wertheimer a Berlino, attualmente docente di psicologia dell'arte al Sarah Lawrence College di New York e autore, fra l'altro, di uno dei più illuminanti saggi sulle tecniche filmiche, fonda la sua trattazione sui più recenti principi della psicologia della Gestalt. Egli tende ad opporsi al formalismo, riportando, con la costante esemplificazione di opere di pittura, scultura e architettura, la forma al significato e al contenuto e suggerisce come se ne possano cogliere i più significativi moduli strutturali, approfondendo i problemi che si sono sempre proposti all'artista (equilibrio, forma, spazio, luce, colore, movimento) e analizzando le molteplici soluzioni dall'arte più remota a quella dei nostri giorni.
"L'arte è la cosa più concreta che esista e non c'è giustificazione alcuna per il fatto di confondere le menti di chi vorrebbe saperne di più attorno ad essa." Sono parole dell'Arnheim: il rifiuto di un linguaggio tale da sfuggire al non iniziato è, nel rigore dell'approfondimento scientifico, la prima preoccupazione di chi ha una parola nuova da dirci.
wassily kandinsky
Wassily Kandinsky

Questo volume completa l'edizione di Tutti gli scritti di Kandinsky, un'opera che si pone come punto di partenza e come pietra di paragone per i successivi sviluppi dell'arte del nostro secolo. Sono qui raccolti diversi aspetti dell'opera dell'artista: dai primissimi saggi in lingua russa agli scritti autobiografici - esemplare fra questi Sguardo al passato, in cui viene concisamente e acutamente colta la genesi, ricondotta a una serie di esperienze significative, del suo pensiero artistico -, agli scritti di critica e di teoria dell'arte, al celebre saggio Dello spirituale nell'arte, uno tra i libri più influenti del nostro secolo. Sono inoltre raccolte nel volume le opere teatrali, pressoché tutte inedite, e le poesie, che vengono qui ristampate col testo a fronte e le illustrazioni originali dell'edizione tedesca del 1913. La lettura di questi scritti mette nettamente in risalto la centralità, in tutta l'evoluzione del pensiero artistico di Kandinsky, di un problema fondamentale: il rapporto arte-natura. Kandinsky studia l'arte come altri potrebbero studiare la natura, con spirito scientifico. La sua posizione è privilegiata e al tempo stesso esposta a un rischio mortale: in lui coesistono, in virtù di un difficile equilibrio, la creazione - una creazione ispirata dal "sentimento," dall'intuizione artistica - e un'analisi razionale di una chiarezza senza ombre e di un rigore senza cedimenti. Ne scaturisce una sorta di manifesto che viene poi via via articolandosi in una vera e propria grammatica della creazione artistica, alla ricerca di leggi che, naturalmente, sono solo le condizioni iniziali di tale creazione. Kandinsky è acutamente consapevole del divario esistente fra arte e natura - è impossibile esprimere pittoricamente l'ora più bella delle giornate di Mosca - e trova la giustificazione di un nuovo concetto dell'arte, della sua legalità peculiare, nella crisi stessa del concetto di natura, quale si è venuta manifestando soprattutto all'inizio del secolo con la scoperta della natura composita dell'atomo. Se la natura si rivela un'immagine puramente esteriore, illusoria, di una realtà più profonda, cade la necessità di imitare un simulacro irreale, una forma vuota e si impone il concetto di una creazione artistica che è paragonabile alla Creazione in generale e che tende a esprimere non la forma esteriore della realtà, bensì il suo contenuto interiore, raggiungendo così quella dimensione autentica in cui finalmente si ricostituisce il contatto fra natura e arte.
paul klee
Paul Klee
Poetica e didattica si fondono negli scritti teorici di Klee qui per la prima volta organicamente raccolti secondo il piano tracciato dall'artista. Dettati dallo scrupolo pedagogico - Klee preparava minutamente, per iscritto, le sue lezioni - o dal bisogno di chiarezza interiore e di un operare cosciente, essi compongono una teoria della forma e della figurazione che ha per l'arte moderna la stessa importanza e lo stesso significato della teoria della pittura di Leonardo per l'arte del Rinascimento.
La prima parte del volume comprende undici brevi saggi - tra cui la famosa "Confessione creatrice" e la conferenza di Jena - in cui Klee delinea i tratti essenziali della sua concezione dell'arte che è insieme complessa e ramificata concezione della realtà naturale ed umana.
Nella seconda parte, che riproduce un corso di lezioni svolto da Klee tra il '21 al '22 al Bauhaus di Weimar, l'analisi ha per oggetto il farsi e il divenire della forma. Dialettica di statica e dinamica, rapporto tra elementi attivi e passivi, relazione tra quantità e qualità, contemporaneità pluridimensionale sono i motivi fondamentali dell'insegnamento di Klee, un insegnamento privo d'aridità normativistica e teso semmai a indicare la necessaria misura della libertà.
Jorrit Tornquist
Jorrit Tornquist
Questo libro può essere affrontato a tre livelli di lettura. Innanzitutto deve essere considerato un efficace e chiaro manuale che attraverso l'osservazione naturale, la divulgazione scientifica delle teorie, la sperimentazione, l'applicazione e l'uso dei colori e della luce rappresenta uno strumento didattico e pratico assolutamente nuovo.
A un diverso approccio da un lato il manuale appare anche come uno dei primi testi di basic design, o di design primario, come tentativo di rifondazione alla base di una disciplina progettuale oggi disorientata dall'abbandono delle fiducie nel good design; dall'altro come sintomo della necessità di una nuova percezione, transazionale, sinestetica, esistenziale, dell'ambiente e degli oggetti, senza innata fiducia nella gute Form della psicologia della Gestalt.
Infine, l'impianto teorico del libro dialoga nel tempo con l'illustre exemplum della Farbenlehre di Goethe, e sul versante della filosofia, testimonia anche di una parziale ma significativa ripresa di motivazioni romantiche e vitalistiche.
Johannes Itten
Johannes Itten
Uscita nel 1961, quest' Arte del colore condensa, aggiorna, porta al massimo di chiarezza la lunga esperienza di un pittore e di un maestro di Belle Arti, eccezionalmente dotato di qualità didattiche, eccezionalmente immune da ogni saccenteria accademica. I risultati raggiunti da Itten nella scuola di pittura che aveva aperta a Vienna indussero Walter Gropius a chiamarlo tra i primi suoi collaboratori al Bauhaus e a riconoscere più tardi: "Dobbiamo a lui la teoria preliminare sulla quale si impernia il nostro insegnamento." Scopo dichiarato di questo libro è di instradare all'uso artistico del colore: Itten sa benissimo che pittori si nasce, ma soggiunge con arguzia e discrezione che un appropriato avviamento agevola il cammino dell'apprendista, evitandogli errori e dispersioni. Anche un profano, per esempio, si renderà conto che la teoria oggettiva dei colori e degli accordi cromatici, messa alla base di questa trattazione, è un "abbici" indispensabile al pittore, come la conoscenza della sintassi al poeta (e tanto peggio per i poeti che si illudono di superarla, ignorandola). Ma non sarà certo Itten a spacciare quell'utile teoria come una ricetta magica per imparare a dipingere. Al contrario, ha potuto constatare che ogni buon aspirante rivela, fin dalle prime prove, una tendenza verso accordi cromatici soggettivi, sfuggenti alle regole, e talmente personali che addirittura corrispondono alla fisionomia, al fisico, alla capigliatura, alla psicologia dell'individuo. Anzi, chi apra il libro su queste pagine, dove un "professore" penetrante e incantevole indovina e descrive i tipi umani dall'impianto cromatico dei loro dipinti (e viceversa), sarà subito persuaso che l’Arte del colore non rientra davvero nel genere della trattatistica indigesta. E si inoltrerà fiducioso nel nucleo teorico, cioè nei capitoli sui "sette contrasti di colore", che non deluderanno quelle impressioni invoglianti. In breve, la lacuna deplorata, più di cent'anni orsono, da Delacroix: "nelle nostre scuole d'arte manca l'insegnamento e l'analisi dei principi del colore" è colmata da Itten nel modo più confacente e gradevole. Ma l'Arte del colore non è soltanto l'esposizione di una dottrina, che si affida a una calda comunicativa e a un coerente succedersi di trovate pedagogiche (meriterebbe, tra l'altro, l'attenzione di chi elabora le riforme dei programmi e metodi scolastici). Né si rivolge solo agli "addetti ai lavori" (maestri, allievi, artisti). Itten è un innamorato del colore: attraverso il colore, interpreta la pittura nella totalità dei suoi risultati, e ne delinea la storia in uno scorcio guizzante, colmo di illuminazioni. E poi via via, a sostegno delle proprie tesi, interpreta un gran numero di opere: dagli ideogrammi d'Oriente alle vetrate di Chartre fino ai quadri di Cézanne, Van Gogh, Matisse, Klee, Mondrian, Picasso ecc., passando per i capolavori più o meno noti dei secoli intermedi. Lette quelle analisi, ci accorge di stare finalmente "vedendo una serie di dipinti famosi, che spesso erano soltanto ammirati. L'Arte del colore è anche, forse soprattutto, un "saper guardare la pittura", che ci offre un'insperata iniziazione al godimento estetico di quest'arte.
Roger Pring
Roger Pring
Come gestire i colori nei progetti sul Web, in modo da mantenere il controllo sul risultato finale, indipendentemente dalla macchina su cui viene mostrato? Le spiegazioni e i consigli dell'esperto sono l'argomento del volume www.colour. L'impatto dei colori in un sito e il loro potere evocativo; come vengono generati i colori sullo schermo e in che cosa si distinguono da quelli stampati; suggerimenti pratici sulla loro gestione e controllo sulle tecniche, come il dithering, per manipolare i colori Web-safe. Questi i principali temi trattati nel libro, che si chiude con una rassegna di esempi di utilizzo dei colori sul Web di straordinario effetto: una galleria di oltre 300 siti in cui i colori hanno un ruolo particolarmente significativo.
pcinter@active
Due articoli dalla rivista PCINTER@CTIVE del 1998:

aprile: 'I colori dalla natura al computer', la prima parte dedicata alla percezione visiva e alla sua integrazione con il mondo digitale.
maggio: 'L'arcobaleno dalla natura al PC', la seconda parte dedicata ai modelli teorici di rappresentazione e alle tecniche di riproduzione dei colori.
Forse certe informazioni sono un po' datate (data la velocità di evoluzione dell'informatica e della tecnologia digitale si può dire risalgano alla preistoria), ma mi sembra si possano considerare ancora molto interessanti.
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