| 01) fotoritocco...? articolo personale |
|
|
L'avvento dei programmi digitali di grafica e soprattutto quelli dedicati al fotoritocco,
quelli cioè che agiscono sull'immagine strutturata su pixels, hanno
tolto ogni limite all'intervento sulle immagini fotografiche. Il fotoritocco permette sia il recupero di inquadrature sbagliate o la correzione di foto di bassa qualità sia, ed è la parte che a me più interessa, la creazione di 'collage' senza limiti di realizzazione. Non sempre però il materiale a disposizione ha le caratteristiche più adatte a realizzare l'opera che si pensa e in questo caso i programmi digitali di grafica permettono di intervenire anche radicalmente sull'immagine prescelta, privandola di qualsiasi sfondo, delle parti che non sono utili al lavoro finale, facendo uso di livelli, maschere, trasparenze, sfumature ed effetti sovrapposti armonizzati a tal punto da concorrere alla realizzazione di una immagine finale alternativa ed originale capace di esprimere un messaggio molto differente da quello delle sue parti separate. Ogni fotografia risulta fondamentale per l'economia del lavoro, ma il prodotto finale è un evento autonomo e unico. Elementi differenti e lontani possono così riuscire a convivere creando qualcosa di 'originale e irripetibile'. Dato che un esempio concreto può chiarire molto più facilmente il discorso, riporto un veloce esame del file che ho chiamato "l'airone" e delle quattro fotografie che ho utilizzato per realizzarlo. La prima è una delle meravigliose fotografie di aironi dell'isolotto di Okinoshima, in Giappone, di Rokuo Kawakami che ho trovato su un vecchio numero di Airone. Sono talmente belle che meritano una citazione che vuole essere anche un omaggio all'autore. Poi varie fotografie raccolte da altre riviste o da internet. Questo file è stato elaborato con Photo Paint10 della Corel e l'effetto finale è stato ottenuto sviluppando il lavoro su parecchi livelli, anche della stessa immagine, sovrapponendo diversi effetti utilizzati molto liberamente (anche gli uni sugli altri, talvolta elaborati ulteriormente dato che ogni effetto applicato produce una immagine definitiva) e modificando le varie modalità di visualizzazione (aggiungi, sovrapposizione, schermo, ecc). Ho notato infatti che gli effetti di luce e di colore si amalgamo molto meglio e soprattutto mantengono una maggiore brillantezza se creati con modalità di visualizzazione differente, in livelli separati, che rimangono però in stretto rapporto gli uni con gli altri, rapporto necessario per il mantenimento dei colori ottenuti. Gli effetti blurr ad esempio possono creare delle pennellate di luce che hanno il magico potere di realizzare atmosfere particolari. L'airone in primo piano ha un livello in modalità 'differenza', che utilizzato senza ulteriori modifiche tende a creare un' impressione troppo rigida e falsa, per cui è consigliabile utilizzarlo insieme ad altri livelli, della stessa immagine, cui siano applicate visualizzazioni diverse per ammorbidirlo senza perdere l'effetto ombra. Il processo richiede certamente una buona dose di lavoro, anche perché ogni file, se non ogni livello, utilizzando questa tecnica, reagisce diversamente portando avanti una sua storia che va creata progressivamente utilizzando anche maschere (per intervenire in zone limitate), gomma (per lasciare intravedere parti dei livelli inferiori) o pennello (per coprire aree con colori o texture differenti) e decidendo volta per volta, avendo bene in mente dove si vuole arrivare e quale è il percorso più adatto da seguire o anche assecondando i risultati ottenuti se sono soddisfacenti. Le possibilità che ogni programma di fotoritocco mette a disposizione sono enormi e in un certo senso abbastanza facili da ottenere, ma vanno utilizzate con estrema sensibilità e intelligenza. Se non fosse così infatti il risultato ottenuto risulterebbe molto inferiore sotto tutti i punti di vista. |
|