| 05) Josef Albers Introduzione tratto da “Interazione del colore” ed.Pratiche Editrice 1971 |
|
|
Nella percezione visiva un colore non viene quasi
mai visto come è nella sua realtà fisica. Questo fa sì che il colore sia
il mezzo più relativo in campo artistico. Per poter usare il colore efficacemente, è necessario sapere che esso inganna di continuo. Allo scopo di dimostrare ciò, il punto di partenza non è uno studio dei sistemi cromatici, per prima cosa si dovrebbe imparare che uno stesso colore produce innumerevoli possibilità percettive. Invece di applicare meccanicamente o semplicemente dare per scontate leggi e regole sull' armonia del colore, vengono quindi prodotti diversi effetti di colore, attraverso il riconoscimento dell' interazione del colore, facendo in modo che per esempio due colori molto diversi sembrino uguali fra loro o quasi uguali. Lo scopo di uno studio come questo è sviluppare, attraverso l' esperienza e gli errori, l' occhio per il colore. In particolare ciò significa sia saper vedere l' azione del colore sia sentire la relazione reciproca fra i colori ...Proprio come la conoscenza dell' acustica non può dare ad una persona l' attitudine per la musica, nè in senso produttivo nè dal lato della sensibilità, così nessun sistema cromatico può sviluppare di per se stesso la sensibilità al colore. Allo stesso modo bisogna riconoscere che nessuna teoria della composizione porta di per sè a produrre musica o arte. Le prove pratiche dimostrano attraverso gli effetti illusori prodotti dal colore la sua relatività ed instabilità, inoltre l' esperienza insegna che nel campo della percezione visiva esiste una discrepanza tra fatto fisico ed effetto psichico. Se si dice 'rosso' (il nome di un colore) e ci sono cinquanta persone che ascoltano, ci si può tranquillamente aspettare che abbiano in mente cinquanta tipi di rosso e si può essere sicuri che tutti questi rossi saranno diversi e, anche quando un determinato colore è quello che sicuramente tutti hanno visto innumerevoli volte, essi continueranno a pensare a molti rossi diversi l' uno dall' altro. Inoltre se prendiamo in considerazione le associazioni e le reazioni sperimentate in rapporto al colore e al nome, probabilmente tutte saranno molto diverse tra loro per molti aspetti. Cosa mette in evidenza tutto questo? Innanzi tutto che è difficile se non impossibile ricordare distintamente i colori: questo sottolinea il fatto importante che la memoria visiva è molto limitata se la confrontiamo a quella uditiva, spesso infatti si può facilmente ripetere una melodia ascoltata solo poche volte, e in secondo luogo che la nomenclatura del colore è davvero inadeguata, benchè infatti i colori siano innumerevoli, così come le loro sfumature e tonalità, nel vocabolario corrente vengono usati solo una trentina di nomi di colori. Lettura del colore in relazione al contesto Si è dimostrata l'erroneità del concetto per cui si afferma che 'più la forma di una lettera è semplice, più semplice è la sua lettura' dal momento che durante la lettura noi non leggiamo lettere ma parole, parole come 'unità', 'parole-immagini'. Lo si è scoperto in psicologia, in particolar modo nella psicologia della Gestalt. L' oftalmologia ha inoltre rivelato che più le lettere sono diverse le une dalle altre, più semplice è la loro lettura. Senza addentrarci in confronti e dettagli, dovrebbe essere chiaro che le parole composte solo con caratteri maiuscoli sono le più difficili da leggere a causa della loro altezza uguale, dell 'uguale spessore e per la maggior parte per l' uguale larghezza. Confrontando caratteri con grazie e caratteri senza, ne risulta che questi ultimi sono di più difficile lettura. Questo dimostra che una lettura chiara dipende dal contesto. Nelle composizioni musicali, se noi ascoltiamo solo note non udiamo musica: l' ascolto della musica si basa sul riconoscimento dell' intervallo fra le note, della loro disposizione e della loro spaziatura. Nella scrittura conoscere l' ortografia non ha niente a ache fare con la comprensione della poesia. Allo stesso modo una precisa identificazione dei colori all' interno di un determinato dipinto non ha nulla a che fare con la sensibilità visiva e nemmeno con la comprensione dell' azione del colore all' interno del dipinto...Tutti noi siamo in grado di udire un suono isolato, al contrario, quasi mai (cioè senza particolari accorgimenti) possiamo vedere un colore solo, isolato e non in relazione con altri colori. I colori si presentano in un flusso continuo, costantemente in rapporto con quelli vicini in condizioni variabili. Di conseguenza, rispetto alla lettura del colore, questo prova la validità di quello che spesso Kandinsky esigeva per la comprensione dell' arte: ciò che conta non è il 'cosa' ma il 'come'. |
|