Collegamenti impossibili
Nel British Journal of Psychology (voi. 49, parte I, febbraio 1958)
R. Penrose pubblicò il suo "triangolo impossibile".
Penrose lo definisce una costruzione tridimensionale, rettangolare, pur
non essendo di certo la proiezione di una intatta struttura spaziale.
Il cosiddetto "triangolo di Penrose" (tribarra) - come
disegno - sta insieme solo per mezzo di collegamenti inesatti tra elementi
del tutto regolari.
I tre angoli retti sono normalissimi, ma sono legati fra loro in modo errato,
che non potrebbe sussistere nello spazio, tanto da costruire una specie
di triangolo, la cui somma degli angoli è di 270°!
Oggigiorno si conoscono innumerevoli varianti di figure impossibili, tutte
provenienti da collegamenti rovesciati.
Una di esse, molto semplice anche se poco conosciuta, è rappresentata
nella striscia superiore della fig. 189. Più sotto si vedono parti
della stessa.
Potrebbero esistere nello spazio, dal momento che i collegamenti rovesciati
sono stati rimossi. |
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| È certamente possibile scattare una fotografia del "triangolo
impossibile", in altre parole dell'oggetto non costruibile (fig. 191),
la quale può in tal caso venir fatta solo da un particolare punto,
proprio come succedeva nella gabbia pazza (fig. 187). |
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Escher vide il disegno di Penrose quando si stava dedicando completamente
alla costruzione di mondi impossibili e il "triangolo impossibile",
fu, nel 1961, l'occasione per la litografia Cascata.
In quest'opera egli lega tre di questi "tribarra" (fig.
190).
Gli schizzi evidenziano che, all'inizio, egli aveva in mente di disegnare
tre colossali complessi architettonici.
Poi, ad un tratto, gli venne l'idea che una cascata potesse illustrare l'assurdità
del "triangolo" ancora più chiaramente. |
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Cominciando a osservare la composizione in alto a sinistra (), vediamo l'acqua cadere
verso il basso facendo così muovere una ruota.
Poi scorre oltre attraverso un canale di scolo in mattoni.
Seguendo il corso dell'acqua, ci accorgiamo che essa senza dubbio scorre
di continuo verso il basso nello stesso tempo lontano da noi.
Improvvisamente il punto più lontano e più basso sembra identico
a quello più alto e più vicino, suscitando così l'impressione
della continua caduta dell'acqua verso il basso e il movimento della ruota,
un "perpetuum mobile"! L'ambiente circostante a questo corso d'acqua
impossibile ha una duplice funzione: rafforzare il bizzarro effetto per
mezzo del muschio molto ingrandito, il quale si trova nel piccolo giardino
e per mezzo dei solidi poligonali posti in cima alle torri e al tempo stesso
diminuirlo per mezzo della casa attigua e del paesaggio terrazzato dello
sfondo.
L'affinità tra Belvedere e Cascata è lampante:
anche il cuboide che sta alla base di Belvedere deve la sua esistenza
ai collegamenti volontariamente rovesciati istituiti tra i vertici del cubo.
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