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52) B.Ernst

1) Lo specchio magico

13) Mondi impossibili 3

da Lo specchio magico di M.C.Escher

Taschen - 1990
Collegamenti impossibili01

Nel British Journal of Psychology (voi. 49, parte I, febbraio 1958) R. Penrose pubblicò il suo "triangolo impossibile".
Penrose lo definisce una costruzione tridimensionale, rettangolare, pur non essendo di certo la proiezione di una intatta struttura spaziale.
Il cosiddetto "triangolo di Penrose" (tribarra) - come disegno - sta insieme solo per mezzo di collegamenti inesatti tra elementi del tutto regolari.
I tre angoli retti sono normalissimi, ma sono legati fra loro in modo errato, che non potrebbe sussistere nello spazio, tanto da costruire una specie di triangolo, la cui somma degli angoli è di 270°!
Oggigiorno si conoscono innumerevoli varianti di figure impossibili, tutte provenienti da collegamenti rovesciati.
Una di esse, molto semplice anche se poco conosciuta, è rappresentata nella striscia superiore della fig. 189. Più sotto si vedono parti della stessa.
Potrebbero esistere nello spazio, dal momento che i collegamenti rovesciati sono stati rimossi.
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È certamente possibile scattare una fotografia del "triangolo impossibile", in altre parole dell'oggetto non costruibile (fig. 191), la quale può in tal caso venir fatta solo da un particolare punto, proprio come succedeva nella gabbia pazza (fig. 187).
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Escher vide il disegno di Penrose quando si stava dedicando completamente alla costruzione di mondi impossibili e il "triangolo impossibile", fu, nel 1961, l'occasione per la litografia Cascata.
In quest'opera egli lega tre di questi "tribarra" (fig. 190).
Gli schizzi evidenziano che, all'inizio, egli aveva in mente di disegnare tre colossali complessi architettonici.
Poi, ad un tratto, gli venne l'idea che una cascata potesse illustrare l'assurdità del "triangolo" ancora più chiaramente.
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Cominciando a osservare la composizione in alto a sinistra (click sull'icona in basso per l'immagine ingrandita), vediamo l'acqua cadere verso il basso facendo così muovere una ruota.12
Poi scorre oltre attraverso un canale di scolo in mattoni.
Seguendo il corso dell'acqua, ci accorgiamo che essa senza dubbio scorre di continuo verso il basso nello stesso tempo lontano da noi.
Improvvisamente il punto più lontano e più basso sembra identico a quello più alto e più vicino, suscitando così l'impressione della continua caduta dell'acqua verso il basso e il movimento della ruota, un "perpetuum mobile"! L'ambiente circostante a questo corso d'acqua impossibile ha una duplice funzione: rafforzare il bizzarro effetto per mezzo del muschio molto ingrandito, il quale si trova nel piccolo giardino e per mezzo dei solidi poligonali posti in cima alle torri e al tempo stesso diminuirlo per mezzo della casa attigua e del paesaggio terrazzato dello sfondo.
L'affinità tra Belvedere e Cascata è lampante: anche il cuboide che sta alla base di Belvedere deve la sua esistenza ai collegamenti volontariamente rovesciati istituiti tra i vertici del cubo. (continua)
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