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56) Rudolf Arnheim Analisi percettiva di un simbolo di interazione parte seconda da Verso una psicologia dell'arte Einaudi Paperbacks, 1969 |
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1. Mutuo
bombardamento. Il concetto più semplice di interazione concepisce i due membri come possessori di un'identità stabile e indipendente. Elementi antagonistici, come il buio e la luce o il bene e il male, si fronteggiano l'un l'altro, del tutto indipendenti e statici. Ad una fase più avanzata della teoria i due membri si influenzano l'un l'altro, ma senza in questo processo, mutare essenzialmente. L'interazione viene concepita come la sovrapposizione di azioni dirette in senso opposto, unilaterali, effettuate da membri indipendenti ("La terra attrae la luna, e la luna attrae la terra"; "l'insegnante influenza gli allievi, ma anche l'allievo influenza l'insegnante"). Questo modello conduce alla fine all'insolubile problema di fissare, come punto di partenza, l'identità di ciascuno dei componenti, poiché le influenze causate dagli altri entrano in gioco fin dall'inizio 1. ![]() In questa concezione estremamente primitiva dell'interazione, le entità stabili si limitano a "farsi qualche cosa l'un l'altra". Non sono situate in un contesto che ne determini la natura. La figura a destra, predecessore statico del Tal-chi tu, può valere qui come illustrazione pittorica. I due componenti sono inseriti in un cerchio, ma qualunque sia la mutua influenza che esercitano essa non interferisce con la loro compiutezza statica, indipendente. In una versione più differenziata, questo schema appare come immagine dello yin-yang nel cosiddetto "Diagramma del Supremo Ultimo", disegnato da Chou Tun-i nell'XI secolo d. C. (fig. a sinistra in basso). Qui è mantenuta la verticale che serve da rigida divisione, a parte il piccolo disco centrale che suggerisce l'unità mediante l'espediente statico di costituire una parte di proprietà comune. Lo scambio di proprietà viene impiegato come dimostrazione visiva di interdipendenza ed interazione. ![]() La moltiplicazione del cerchio fa sì che ciascuna metà contenga tanto il bianco che il nero, con un predominio del bianco sul lato sinistro (yang) e del nero sul lato destro (yin). Anche gli anelli che la figura a sinistra presenta sottolineano l'unificazione dei principi, bianco e nero, in una forma circolare comune, più efficacemente di quanto faccia il cerchio della figura in alto, perché in un anello stretto la piccola linea verticale di divisione è assai più debole del doppio cerchio unificatore del contorno. Così la figura accenna alla rotazione di luce ed ombra alternativamente. Ma anche in questo modo, ciascuno dei due elementi resta essenzialmente confinato alla propria metà del disco 2. Altre concezioni dualistiche che appartengono a questo tipo sono quelle nelle quali il conflitto tra due antagonisti si mostra risolto, mediante riconciliazione, unificazione o integrazione. Qui, il "mutuo bombardamento" risulta in definitiva nell'abbandono o nel superamento dell'antagonismo. Confrontate la ripresa, da parte di Jung, del concetto rinascimentale di coincidentia oppositorum (Cusano, Bruno); anche il principio dialettico, qual è impiegato da Hegel e da Marx ne offre un esempio pertinente. 2. Circolarità. Nel modello concettuale di cui ci siamo ora occupati, le componenti dell'insieme sono situate in posizioni forti e indipendenti, trincerate come batterie costiere che facciano fuoco l'una sull'altra al di là di un corso d'acqua. È possibile evitare questa semplificazione di ciò che accade nell'interazione vera e propria, ma soltanto al prezzo di ulteriori semplificazioni. Le relazioni tra gli elementi componenti possono descriversi come una sequenza temporale lineare di effetti unilaterali. Nella nostra epoca, il principio fisico del feed-back o retroazione ha messo di moda nelle scienze sociali la circolarità. In realtà si tratta di un principio tra i più antichi, in quanto espediente per dar conto concettualmente dell'interazione. Serviamoci in primo luogo di un esempio moderno: il principio della circolarità descriverebbe le relazioni interpersonali tra lo psichiatra ed il paziente nel modo che segue: lo psichiatra (PS) modifica il paziente (PA); il paziente modificato (PA') modifica lo psichiatra (PS); lo psichiatra modificato (PS') modifica il paziente modificato (PA'); il paziente doppiamente modificato (PA") a sua volta modifica..., e così via secondo una spirale senza fine. In ogni fase, ciascun componente non è che uno stato transitorio di un processo perpetuo. Il principio risulta adeguato quando l'evento del quale si deve dar ragione è una sequenza temporale lineare vera e propria, ad esempio, nel caso di una "campagna di insinuazioni" creata artificiosamente, che fa passare una diceria di bocca in bocca, o, per trarre un altro esempio dalla letteratura taoista, quando il principio yin-yang viene descritto come manifestantesi nella successione circolare delle stagioni. Lo yang sorge tra l'inverno e la primavera, attinge in estate la massima potenza, e si dissolve tra la primavera e l'autunno, momento nel quale sorge lo yin che tocca il proprio culmine in inverno e declina tra inverno e primavera, mentre torna a sorgere lo yang. Ma la circolarità diviene un espediente del tutto volgare quando riduce a relazione lineare l'interazione dei cinque elementi, che sono tutti differenziazione dello yin e lo yang: la terra è sopraffatta dal legno, il legno dal metallo, il metallo dal fuoco, il fuoco dall'acqua, l'acqua dalla terra, ecc. L'espediente è parimenti triviale quando viene impiegato ai giorni nostri per descrivere processi psicologici o fisiologici nei quali tutti gli elementi componenti interagiscono simultaneamente l’un l'altro, anziché agire semplicemente sugli elementi vicini secondo la successione tipica dell'ordine lineare. 3. Reticolo. Si può fornire un'approssimazione concettuale dell'interazione mediante un reticolo di relazioni uno-ad-uno tra unità o gruppi di unità. ![]() Un reticolo di questo tipo è esemplificato in un'altra sezione del già citato "Diagramma del Supremo Ultimo", che raffigura il sistema dei cinque elementi. I "sociogrammi" moderni, ad esempio, applicano il medesimo principio: essi pretendono di descrivere e misurare la struttura sociale di un gruppo determinando separatamente le relazioni tra una coppia qualsiasi di membri, separatamente. Non occorre dire che la somma degli influenzamenti singoli non rappresenta la dinamica del gruppo più di quanto le relazioni tra i cinque elementi riescano ad assommare l'interazione fisica che costituisce l'Universo. (Quando parlo della "interazione di tutto con tutto" impiego il linguaggio tipico del reticolo, faute de mieux). 4. Differenziazione gerarchica. L'interazione tra il tutto e le parti può venir rappresentata mediante il modello della piramide gerarchica. Ad esempio, quando gli psicologi gestaltisti affermano che la struttura dell'insieme determina il luogo e le funzioni delle parti ed è, a sua volta, determinata dalle parti, essi presentano "il tutto" come un'entità addizionale diversa dalle parti ma in relazione con esse 3. Una corrente di influenze strutturali mutuamente operanti nei due sensi viene concepita come un flusso che scorre dalla cima alla base e dalla base verso la cima della piramide. 4 Nella filosofia cinese, la dottrina degli otto trigrammi (Pa kua), esposta nell'I King, o Libro dei mutamenti 5 impiega un metodo simile per un consimile scopo. La figura seguente mostra il Supremo ed Unico al vertice della piramide, o alla radice di un albero genealogico. ![]() L'Uno si differenzia nei due principi dello yang (una linea intera) e dello yin (una linea spezzata), dove come al solito lo yang rappresenta il principio maschile, lo yin quello femminile. A sua volta i due si combinano, al successivo livello gerarchico, in quattro forme più differenziate che ne discendono, una delle quali è interamente maschile, una interamente femminile; le altre due sono per metà maschili e per metà femminili. Un passo ulteriore di differenziazione, ed otteniamo gli otto trigrammi, nei quali il mascolino e il femminino sono diversamente distribuiti per terzi. Qui una volta di più, per concettualizzare l'interazione tra il tutto e le parti, il tutto viene rappresentato come un'entità separata, dalla quale scaturiscono, come progenie, le parti, a ciascun livello. L'espediente statico di descrivere ogni derivazione come costituita dai due principi fondamentali viene impiegato nel Libro dei mutamenti per suggerire che le parti sono generate e pervase dal tutto, e che, a loro volta, costituiscono il tutto. Ma, nella vera interazione, il tutto non è un'entità che esista separatamente, o precedentemente, rispetto alle parti; le due famiglie di vettori, che vanno dal tutto verso il basso e dalle parti verso l'alto, sono relazioni lineari artificialmente isolate tra entità statiche, separate. (continua) 1 John Dewey ed Arthur Bentley impiegano il termine "interazione" per designare appunto quel che io chiamo "mutuo bombardamento": "l'interazione è una domanda di un tipo nel quale gli eventi penetrano col presupposto di essere stati adeguatamente descritti prima della formulazione del problema circa le loro connessioni ". Il termine " transazione ", da essi usato, sembra esprimere principalmente la preoccupazione che la relazione tra chi trasmette e chi riceve non venga trattata come la somma di due contributi separati. Il problema che io sollevo è se il " sistema comune ", giustamente invocato da Dewey e Bentley, sia suscettibile di una descrizione discorsiva esatta.(torna su) 2 La seconda figura possiede inoltre proprietà percettive degne di nota, che risultano dall'ambiguità del rapporto figura-sfondo. Ad esempio, lo schema PUÒ vedersi come un disco consistente di due metà ininterrotte (prima figura), sulle quali sono sospesi il piccolo disco bianco centrale ed un anello, bianco sul lato yin e nero sul lato yang. In altre parole esiste una oscillazione tra la visione dei due principi che abbracciano l'insieme (metà continue) e sottendono qualsiasi individualizzazione, e quella delle entità particolari (anelli), ciascuna delle quali si mostra costituita in base ai medesimi due principi. L'interazione tra il tutto e le parti viene in tal modo simboleggiata percettivamente.(torna su) 3 Nel caso della psicologia gestaltica, come in alcune delle altre teorie qui richiamate, è necessario distinguere tra la nozione di interazione intuitivamente concepita ed i modelli concettuali che vengono presentati in concreto. L'immagine intuitivamente formata è indispensabile come punto di riferimento, ma per valutare la qualità scientifica di una teoria dovremo esaminare l'appropriatezza delle sue costruzioni concrete.(torna su) 4 Altri esempi moderni di questi ipotetici vertici di piramide sono lo Zeitgeist, il "clima culturale", l' "atmosfera di gruppo", e così via.(torna su) 5 II libro è disponibile in italiano, col titolo di "I King", o Libro dei mutamenti, e una prefazione di C. G. Jung, Astrolabio, Roma 1967.(torna su) |
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