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64) Rudolf Arnheim

I concetti assumono forma

parte quarta

da Il pensiero visivo

Einaudi Paperbacks, 1974
Nella rappresentazione della Democrazia, alcuni soggetti ravvisano individui distinti che entrano in relazione, mentre per altri conta primariamente la totalità comunitaria.
Nella figura sotto la società è un libero agglomerato di tipi diversi, allineati senza interrelazione, salvo la base comune sulla quale si trovano.

"Uguaglianza tra gli individui"
01

All'altro estremo si hanno esempi nei quali lo stato è considerato come un oggetto di semplice forma, senza alcun riferimento esplicito agli elementi umani di cui consiste.
La figura successiva fa solo una concessione meccanica alla configurazione generale della comunità, che è vista come una sacca di individui, diversi l'uno dall'altro e dall'insieme, ma senza relazione né mutua né con l'insieme.

Tutti i tipi si possono inserire in un sistema (cerchio esterno) in armonia e senza perdere la propria identità individuale, tanto le persone quanto i concetti.
Tutti danno il proprio contributo all'insieme.
02

Questa condizione amorfa del disegno corrisponde a un modo estremamente elementare di pensare la coesistenza sociale.

03 Individui che pensano liberamente ma sono limitati quando vengono a contatto con la sfera degli altri

La figura qui sopra è più elaborata, in quanto descrive dinamicamente la deformazione degli individui che deriva dalla spinta e dall'attrazione senza freno dell'interscambio umano.
Le differenze individuali di forma sono qui viste come risultato della libera interazione, e lo stato altro non è che la somma di quanto i vicini fanno l'uno all'altro.04
Vi è poca organizzazione e nessun governo.
Il disegno è eseguito dall'esterno all'interno: il centro è quanto resta dopo che le spinte individuali si sono esercitate.
All'opposto, piramidi di varia forma descrivono una struttura gerarchica della società democratica.
Poggiano sulla base o sul vertice, a seconda che le masse, o il capo dello stato, siano riconosciuti come dominanti.
Tuttavia, sono limitate staticamente alla forma perché definiscono la gerarchia soltanto per quantità decrescenti: i molti sono governati dai pochi.
Spesso i vettori sono assommati secondo schemi tipo mandala o di sole nascente, che mostrano l'organizzazione centralizzata di una democrazia.
Nella figura successiva, le frecce corrono dai cittadini perifericamente disposti, descritti dalla varietà delle loro differenze, verso il centro, indicando così il contributo dei cittadini al governo.
Quel centro, peraltro, è vuoto.05
Il governo non è nessuno, e non vi sono frecce di controllo che portino dal centro ai governati.
Ognuno è libero di partecipare al governo.
Grande differenza di ambiente.
Agli individui è concesso il diritto di autorità, ma essi non vi sono soggetti.
Per quanto poco sistematici siano questi esperimenti, essi rivelano che i giovani adulti educati si accostano senza troppa difficoltà al compito di rappresentare concetti astratti per mezzo di disegni non-mimetici.
È pure del tutto chiaro che queste astrazioni vanno al cuore stesso dei temi. Ovviamente, pensando alla natura dei concetti da ritrarre, il soggetto avrà spesso considerato esempi specifici: le proprie stesse esperienze nel passato o nel presente, il carattere di una democrazia particolare, gli accadimenti di questo o quel matrimonio.
In realtà, così doveva fare, perché le forme astratte che si riflettono nei disegni non offrono la prova che occorre a definire i concetti; rappresentano soltanto le più pure configurazioni strutturali che emergono da quella prova.
Le condizioni dell'esperimento impedivano ai soggetti di includervi alcun elemento narrativo.
Mentre sono estremamente utili per chiarire i concetti teorici, i patterns non-mimetici devono derivare ininterrottamente il proprio significato dalla sostanza vitale delle occasioni cui si riferiscono.
La ragione principale per la quale queste forme astratte possono risultare tanto utili è che il pensiero non si occupa della pura materia o del sostrato delle cose, ma soltanto della struttura di esse.
Le qualità elementari di un particolare rosso o di un suono particolare sono fornite dai sensi ma non sono né rappresentate nel pensiero, né trasmissibili per suo mezzo: si possono soltanto indicare mediante segni verbali da parte di persone che non siano né cieche né sorde.
Gli elementi percettivi accessibili al pensiero sono puramente strutturali, ad esempio l'espansività di quel tale rosso, l'aggressività di quel tale suono, o la natura centrica e compatta di qualcosa di rotondo.
Il pensiero tratta lo spazio ed il tempo, che sono contenitori dell'essere come le categorie strutturali della coesistenza e della sequenza.
Ambedue queste categorie possono rappresentarsi, nel "medium" spaziale dei patterns visuali.(continua)
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