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31) Gaber inedito

spunta una canzone del 1992 è Tangentopoli ma sembra oggi

di Giuseppe Videtti

La Repubblica, 25/07/2009
E TU STATOGiorgio Gaber
E tu, Stato
e tu,Stato
che tu sia ministro,
politico o magistrato
o al limite impiegato
comunque pagato
inevitabilmente coi
soldi del contribuente
cioè dalla gente.
(...)
E tu, Stato
inginocchiato e intpaurito
sempre più incerto e cupo
che gridi disperato
'al lupo! al lupo!'
sempre più depresso,
sempre più codardo
te la sei fatta addosso
per colpa di un balordo
lombardo,
E tu, Stato
che tu sia ministro,
politico o magistrato
ci avete castigato
mettendoci di fronte
ad una tragedia
inaspettata e sconvolgente
e noi che lo vediamo
come vi agitate
per far pagare a noi
quarant'anni di cazzate.
Ma la sola vera riforma
delle istituzioni
è che ve ne andiate
tutti fuori dai coglioni.

Il testo di "E tu Stato", il brano scritto da Gaber e Sandro Luporiniì nel 1992 e mai inciso

Lo riconosci dalla silhouette. Inconfondibile, come quelle di Sinatra o Aznavour. Il suo profilo è un marchio, riconoscibile come Hitchcock o Bob Dylan disegnato da Milton Glaser.
Giorgio Gaber, morto nel 2003, avrebbe settantanni e ancora molto da dire. Farebbe ridere, soprattutto arrabbiare. E di questi tempi, duri per la satira, partirebbe certamente una denuncia.
Anche quest'anno Viareggio lo celebra, con la quinta edizione del Festival Teatro Canzone, una due giorni alla Cittadella del Carnevale. Ieri sera c'erano anche Lucio Dalla, che ha riproposto l'indimenticabile Torpedo blu, e l'attore salentino Marco Alemanno con La stanza del bambino, dallo spettacolo Un'idiozia conquistata a fatica. «Un monologo che mi commuove», dice la figlia Dalia Gaberscik, «perché fu scritto con Sandro Luporini negli anni Settanta pensando a me. Un vorticoso susseguirsi di pensieri e parole sull'educazione che diseduca, perché di fronte ai bambini, quando diciamo tutte quelle incomprensibili scemenze, sembriamo tutti dei rincoglioniti». Ieri sera c'erano anche Fausto Bertinotti, Walter Veltroni, Sergio Cammariere (Due donne, L'impotenza), Luca Carboni (Far finta di essere sani), Enrico Bertolino con l'immancabile Enzo lacchetti (La sedia da spostare).
Intanto dagli archivi della Fondazione Gaber spunta un inedito E tu, Stato, una canzone scritta con Sandro Luporini nel 1992, quando i due ripresero il Teatro Canzone.
«La pubblicheremo prossimamente», assicura Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione. «Giorgio non volle inciderla, pensava fosse troppo ancorata agli umori di Tangentopoli, che avrebbe perso la sua forza in un altro contesto».
Invece la canzone, registrata dal vivo durante uno degli spettacoli, non solo ha un arrangiamento per niente datato, funky persino, ma parole che sembrano scritte oggi.
«Gaber e Luporini lavoravano così», racconta Dal Bon, «lasciavano sempre aperti i loro testi, poi li modificavano a seconda di come evolveva la situazione politica e sociale. Anche di settimana in settimana, se era il caso».
Ne esistono infatti versioni diverse registrate in diverse fasi dello spettacolo. In una Gaber canta: «E tu, stato / sei così preoccupato / per i bollini e le ricevute / perché pensi sempre alla nostra salute / che quando si ha bisogno, quando stiamo male / è meglio fare un viaggio a Lourdes / piuttosto che fare il morto / in ospedale». In un'altra la stessa strofa diventa: «E tu, stato / sempre più depresso, sempre più codardo / te la sei fatta addosso / per colpa di un balordo lombardo». Un finale recita: «Perché si sa che al di là di chi vinca o chi perda / sarà come sempre il solito stato di merda»; un altro: «Ma la sola riforma delle istituzioni / è che ve ne andiate tutti fuori dai coglioni».
«Mio padre aveva l'abitudine di cantarci i nuovi brani accompagnandosi con la chitarra per vedere le nostre reazioni», dice la figlia Dalia. «Ricordo perfettamente il giorno in cui accennò E tu, Stato: mia madre ed io sussultammo. Ripensammo agli anni di Polli d'allevamento (1978), quando le invettive scatenavano reazioni violente tra il pubblico».
Dal Bon assicura che la Fondazione ha anche altri inediti nel cassetto, «che saranno pubblicati dopo l'uscita del quarto e ultimo dvd con il materiale video di Gaber legato agli anni Novanta, nei negozi da fine anno. E tu, Stato, tuttavia, è un brano che ha una forza unica, è un pugno nello stomaco. Ricordo ancora il vigore che Gaber metteva nell'interprelazione, la partecipazione fisica al testo».
Stasera, nella serata conclusiva del Festival, sono di scena Ivano Fossati, Gianna Nannini, Morgan e Mario Monicelli, viareggino anche lui, che commenterà alcune scene del film Rossini Rossini in cui Gaber interpreta il ruolo di Domenico Barbaja, impresario del celebre compositore.
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