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03) Segnali di follia

ma in che lingua sono scritti i cartelli in Italia? E, soprattutto, dove portano? Un libro racconta come il codice della strada è diventato un «Codice Da Vinci».

di Arturo Camilli

Il Venerdì di Repubblica n 957, 21/07/2006
Paraurti divelti, schegge di parabrezza, portiere accartocciate, auto ancora tutte intere ma pencolanti sul ciglio del burrone dopo avere sfondato il guard rail... segnale
Anche quest'anno le strade delle vacanze sono lastricate di orrori il più delle volte evitabili.
Basterebbe «solo» stare più attenti, procedere meno velocemente e, soprattutto, amare di più le regole. Ma come si fa ad amare Il Codice della strada, quando la sua incarnazione in terra, ossia la segnaletica, è più difficile da decifrare del Codice Da Vlnci?
Per carità, non è un'attenuante per gli automobilisti più spericolati o superficiali. Ma ormai, di quanto siano confusionari i cartelli in Italia sono pieni anche i racconti degli stranieri in vacanza: ai loro occhi, il paese del Sorpasso sta diventando quello dei segnali rompicapo.
Da tempo, l'Istat segnala come parte degli incidenti dovuti a «guida distratta» e «andamento indeciso» (il 10 per cento del totale) siano favoriti dalle insidie di un'indicazione confusa.
Secondo un'indagine recente dell'Aci, il 60 per cento degli automobilisti si è trovato in pericolo a causa di cartelli «poco chiari o erroneamente collocati».
Il Touring club calcola che un terzo dei 12 milioni di segnali, orizzontali e verticali, è fuori legge perché «poco chiaro o contraddittorio».
Insomma, come ha detto due mesi fa nel suo ultimo, rombante j'accuse il presidente dell'Aci, segnaleFranco Lucchesi, «lo stato di manutenzione della segnaletica è penoso, quasi da Terzo Mondo».
È ancora il caso di dire «quasi»?
Viene da chiederselo sfogliando il libro, esilarante se non nascondesse qualche risvolto drammatico, che il mensile di motori Quattroruote allega al numero di agosto.
Racconta Mauro Tedeschini, direttore della rivista, come Rallentare, attraversamento rane (il titolo della raccolta è l'avvertimento apparso su un segnale vero...) «sia stato scritto dai lettori, che si sono divertiti a inviarci le immagini degli svarioni più incredibili in cui ci si imbatte percorrendo l'Italia in segnaleautomobile: indicazioni che portano nel nulla, segnali con i errori ortografici incredibili, divieti deliranti...».
Erminio Pistolazzi di Zelig, al secolo Diego Parassole, ha fatto il resto, riuscendo nella difficile impresa di commentare immagini che si commentano da sole.
Ciascun capitolo di Rallentare, attraversamento rane è dedicato a un difetto della segnaletica italiana. Ecco alcuni esempi, tra i più surreali.
CARTELLI PAZZI...
In autostrada può capitare, alzando gli occhi, di leggere un avvertimento caduto dal cielo:
«Non distrariti, alla guida può essere fatale». Osserva Pistolazzi che bisognerà pur distrarsi un attimo, per leggere il cartello. E poi, in questo caso, togliere le mani dal volante non è inciviltà, ma scaramanzia...
In provincia di Trento, invece, un segnale di pericolo mette in guardia: «Strada emulsionata». Dice Pistolazzi: «Domani passiamo con la lozione e il balsamo».segnale
A Castelsardo, in provincia di Sassari, accanto a un sentiero di montagna campeggia un cartello di pericolo che segnala cunette e dossi «lungo l'estesa». «Abbiamo provato a chiedere se a Castelsardo ci sono monumenti chiamati "estesa"» scrive il comico, «ma nessuno si chiama così. C'è, però, una necropoli dove sono tumulati tutti quelli che hanno cercato di decifrare questo cartello».
A Milano, poi, è stato avvistato un «sobbalzo di corsia».
Mentre in provincia di Reggio Emilia due frecce distinte, sullo stesso palo, indicano la strada per «Fiera» e per «Sesso». «E io, pirla, che sono andato all'Oktoberfest...» commenta il cabarettista.segnale
...ED «ECCEZZIONALI
È tutto un trionfo di vie «Donizzetti», «lavori in cosso», «pagamento tichet», «strada dissetata», «corsia per carichi eccezzionali»...
Svetta un cartello: «Rallentaere», Osserva Pistolazzi: «Qui si ispirano a Petrarca e al Dolce stil novo. Il cartello è a uso degli uccelli del luogo: "Andate piano o voi che volate. Rallentaere!"».
SEGNALI BRICOLAGE
Ovvero quelli della disperazione.
Il riferimento è ai cartelli fai-da-te apposti, per esempio, alla porta del garage o di casa per scongiurare che qualcuno ci parcheggi davanti.
Poiché, di regola, noi italiani alla guida tendiamo a non rispettarli troppo, quando siamo dall'altra parte della barricata «rinvigoriamo» il senso di certi messaggi.segnale
Ecco dunque un cartello come questo, alla porta di un negozio:segnale
«Se avete problemi di stress, vi consigliamo di non acquistare mai un locale con il passo carrabile. Non è la cura migliore per guarire».
Secondo Pistolazzi, è un chiaro esempio di «vaff... omeopatico».
Imperdibile anche questa scritta avvistata sul lunotto di un'auto: «Scusatemi, mi restano cinque punti (sulla patente). Devo rispettare i limiti».
Il commento del comico è degno di un saggio di antropologia culturale: «L'Italia è l'unico paese al mondo dove la gente chiede scusa perché si comporta bene».
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