rassegna stampa
indietroindiceavanti
07) Così l'uomo ha catturato il fulmine

i temporali d'estate, le saette che uccidono: molto meno che i bagni di mare o l'autostrada, ma evocando una misura magica della morte, una fine mitologica voluta dagli dei. Per questo, da sempre, scienziati, poeti e pittori lavorano per capire e addomesticare quel lampo di luce accecante, fino a illudersi di averlo replicato nei fuochi d'artificio

di Ruggero Pierantoni

la domenica di repubblica, Natura e cultura 30/07/2006
Il nuovo libro di Ruggero Pierantoni, scrittore e studioso della percezione acustica e visiva, si intitolerà Uno scherzo fulmineo. Cinquecento anni di fulmini dal 1929 al 1447 e sarà in libreria a ottobre per i Tipi di Rosellina Archinto editore Tra gli scritti precedenti: Vortici, atomi e sirene. Immagini e forme del pensiero esatto (Electa Mondadori)fulmine
Un tetto di tavole coperte di muschi antichi nel NewEngland. Il mare si vede bene, in fondo alla valle che diviene golfo allungato e sfumato. Ma quello che commuove il pennello di Andrew Wyeth, e siamo nel 1957, è un antico parafulmine. Una sottile guglia di metallo attraversa, per il diametro, una sfera di color miele semitrasparente. Ne esce in alto, dal polo nord, e punta e chiede ancora verso un cielo lirico di gabbiani. Nel cuore di vetro vinoso e ambrato della sfera si devono essere addormentati tanti fulmini, da allora. E nessuna traccia ne è restata.
Ma per Emily Dickinson avvenne una catastrofe e i frammenti non si composero più. «Era bella, bella, silenziosa vestita di bianco» e ci canta ancora:
Sentii una frattura nella mente
come se il cervello mi si fosse spaccato
cercai di ricongiungerlo
giunta a giunta - ma non riuscii a farle combaciare.
Il pensiero di dietro cercai di attaccarlo
al pensiero davanti —
ma la sequenza si srotolò dal suono
come un gomitolo - sul pavimento.

Così Massimo Bacigalupo, splendidamente, traduce Emily Dickinson ed è questa la sua poesia The Lost Thought (Il pensiero smarrito] del 1864. fulmine
L'urto e la lacerazione che separa «il pensiero di dietro» dal «pensiero davanti» ha prodotto due nuove menti che non combaciano più.
Nel 1927 Paul Klee dipinge un Physiognomischer Blitz (fulmine fisiognomico). Un viso ovale è fratturato da un fulmine convenzionale, letterario, la cui forma "a zig-zag" mostra, dietro, un nulla oscuro e che tiene separate, come i lembi di una ferita recalcitrante, le due metà, ormai irriconciliabili, della stessa, ma doppia e vacua, faccia umana.
Nel 1919, sempre Klee in un curioso autoritratto si mostra ancora unito, simmetrico ma già con tutti i segni di un clivaggio doloroso e gli occhi sigillati in un dolore profetico della frattura.
È la litografia che egli intitola, almeno nella mia edizione della University of Berkeley, Press, 1964 dei Diari: 1898-1918: Lost in Thoughts (Smarrito nei pensieri).fulmine
L'esperienza interiore di Emily, quel sentirsi attraversata da una improvvisa corrente di nulla ma che lascia, dietro, un tempo per sempre fratturato, si traduce, pochi anni dopo, nelle mani esperte di Klee, in un fulmine che strappa una faccia umana impedendole,ormai per sempre, di risigillarsi e di cicatrizzare un tempo ormai per sempre interrotto.
Con meno sottile filosofia, assoluto disinteresse per la scienza fisiognomica, pur così in voga a quei tempi, ma con sbrigativa e sulfurea violenza aveva un fulmine posto fine alla vita del Herr Professor Wilhelm Richmann esattamente il 6 agosto 1753 a San Pietroburgo.
La cosa non deve esser durata più di pochi millesimi di secondo e l'imprudente scienziato che aveva attirato attraverso fili e ganci e lunghi trespoli metallici il fulmine nel suo bell'appartamento russo rimase fulminato. Ai superstiti restò il compito della cristallizzazione, della eternizzazione dell'evento fulmineo. fulmine
In almeno due occasioni il povero professore venne rappresentato nell'atto supremo della sua vita: quasi nello stesso tempo e, poi, nel 1880, ad almeno 130 anni di distanza. Naturalmente, la morte nel 1880 è divenuta assai più bella. Il corpo snello e giovane s'inarca sotto la potente scarica, una gamba è flessa all'indietro, l'altra protesa in avanti. I polsini di pizzo, elettrizzati, si sventagliano attorno alle mani spalancate, il tricorno sta ancora sospeso in aria. Gli strumenti scientifici, muti e innocenti, testimoniano della sua sventurata imprudenza. Il disegnatore della stampa ebbe il compito leggero e impossibile di rappresentare il fulmine: bianco su nero.
Figlio del suo tempo, lo rappresentò rigorosamente "a zig-zag" e lo consegnò, senza particolari sussulti di incertezza, agli inchiostri di stampa. Migliaia di occhi, commossi o inflessibili o solo distratti osservarono il fulmine composto da due o tre segmenti rettilinei tra loro connessi attraverso angoli acuti e, di certo, nessuno ebbe a ridire. fulmine
L'evidente, elementare, non conformità assoluta tra il fulmine "sulla carta" e quello "nel cielo " non scandalizzò nessuno. La fisionomia del fulmine era stata assai ben afferrata e conchiusa in quella forma rettiliana e geometrica assieme e tutto procedette tranquillamente.
Naturalmente, il fulmine che sta uccidendo dal 1753 il Professor Richmann è uno delle migliaia che hanno popolato immagini, tele, appunti, schizzi, francobolli e affreschi. Non possiede alcuna originalità, venne donato : decine di migliaia di esemplari.
La sua esoterica forma angolare, quel suo articolarsi i segmenti successivi che indicano una sostanziale incertezza nel procedere ma, tempo stesso, una scientifica determinazione ad aspirare ad un superiore "status" geometrico, non venne adattata alla parallela "forma naturale".
La ricoprì, invece, la oltrepassò e si installò, in sua vece, nei nostri pensieri fornendo una traduzione stabile semi-permanente e scrivibile di una forma originale irregolare, riottosa, assurdamente e abbondantemente ramificata, a-geometrica, istantaneamente arborea.
A parte alcuni cammini iconografici che si possono tentare per cercare di ricostruire la nascita e il procedere imperiale dello "zig-zag" e che sono e resteranno sempre insoddisfacenti e inconclusi, resta il problema più bello: la necessità morale, logica, estetica e "rappresentare" un tempo infinitesimo.fulmine
Molto probabilmente, un fulmine è "la cosa" visibile la cui durata è la più breve tra tutte. Da una delle tante immagini fotografiche ad alta velocità fornite dal New Mexico Institute of Mining and Technology si deduce facilmente che un fulmine in cui siano presenti tutte le componenti (correnti "leader” scarica di ritorno, corrente in discesa, eccetera) duri circa 90 millesimi di secondo. Si tratta, in questo caso particolare, di un fulmine che si sviluppa sulla distanza di tre chilometri tra la nube e il terreno.
La nostra attrezzatura sensoriale e percettiva ce ne conserva una "immagine interiore" per un tempo assai più lungo, naturalmente. Ma i dettagli strutturali si obliterano assai in fretta e si nascondono efficacemente alla memoria e alla coscienza.
In definitiva, l'unico modo che è utile seguire per avere una idea del fenomeno è di studiarne le serie fotografiche. I cosiddetti "superfulmini", adesso assai di moda, si palesano, invece, assai bene mediante ragionevoli ma coloratissime simulazioni digitali.fulmine
Il 16 luglio 1864 viene scattata la prima fotografia di un fulmine dal dottor Kaiser di Berlino e, certamente, non mostra un fulmine "a zig-zag". Ma l'effetto sull'iconografia del fulmine è praticamente nullo.
La forma geometrica e regolarizzata possiede troppi elementi rassicuranti, seduttivi e "razionali" per essere spazzata via da una banale immagine fotografica. Ma, come stavamo intravedendo, non è tanto la forma che viene consegnata al fulmine ad essere interessante, quanto l'intenzione e la convinzione d poter rappresentare una percezione istantanea e darle forma stabile e perenne.
Insomma, l'antica illusione irriducibile della potenza venatoria della scrittura: della sua insuperabile capacità d'impossessarsi di forme naturali, per quanto veloci, potenti, pericolosi esse possano essere. L infantile e necessaria illusione del fermare il tempo che si manifesta nella mano del pittore che sta tracciando il suo lampo accecante di biacca contro una nuvola gravida, verdastra e minacciosa non è diversa da quel gioco doloroso e triste che giochiamo contro di noi nel vedere i fuochi artificiali.fulmine
Il dotare i fulmini di una vita misurabile, l'averli estesi miseramente nel tempo, li dota, molto semplicemente, di una morte.
E, per compensarla, per assicurarci che, tutto sommato, tutto continua per il meglio, che siamo noi a definirlo il tempo, a dargli forma ed assicurargli una decente illusione di continuità ripetiamo e ripetiamo il lampo.
Si alzano contro il cielo nero parabole dorate e subito si polverizzano si espandono perfette sfere color fragola e sono subito fiammelle disperse da Purgatorio. Si propelle più in alto di tutto, altissima sul promontorio notturno, l'ultima lama accecante di luce candida e subito dopo tutto è già nulla. Segue, incoerente e solitario, uno strano boato. Buio, ancora una volta.
Sommarsi come il tuono sul finire
poi grandiosamente crollare
mentre ogni cosa creata si nasconde
questa—sarebbe poesia.

Sempre Emily...
come si forma un fulmine
la turbolenza nella nuvola fa spezzare le molecole di acqua ghiaccio. Alcuni frammenti hanno carica positiva, altri negativa. Come regola generale, i primi salgono verso l'alto della nuvola e i secondi scendono. Tra la nuvola e il terreno, o tra due nuvole vicine, si crea una differenza di potenziale elettrico che provoca la scarica, grande fino a diversi milioni di volt.

La folgore tra miti classici e letteratura
Da Athena a Justine era il castigo degli deifulmine
di Daria Galateria
Il colpo di fulmine ha questo di buono, che fa risparmiare un sacco i di tempo», medita l'umorista francese Pierre Doris. Il tempo è lento e inarrestabile. Il fulmine, subitaneo e imprevedibile.
Così insensato, e più veloce del tempo, si è messo presto dalla parte del sacro; e così mirato nell'incenerire, è sembrato un fuoco punitivo: l'arma (saetta, sagitta, freccia) di Giove.
Lucrezio, essendo pazzo, si sforzò di spiegarne la natura in termini ragionevoli; per trecento versi (De rerum natura, L. VI), si scaglia contro le interpretazioni teologiche del fulmine.
Se Giove punisce con corrucciate saette i mortali, perché tutti i colpevoli, «folgorati, non esalano fumo?». Perché il dio trafiggerebbe alberi e luoghi isolati, e senza peccatori?
Ma più forte di Lucrezio (e di Empedocle, Democrito e Aristotele, e dei miti nordici, con la scintilla celeste creata da Thor battendo sull'incudine) la poesia epica e la tragedia avvolgono i lampi di corruschi aloni divini.fulmine
«Zeus mi promette il fuoco del suo fulmine, per colpire gli Achei e incendiarne le navi», si vanta, nelle Troiane di Euripide, Athena, cui i Greci hanno oltraggiato il tempio.
Sade, nel 1791, polemizzerà con l'idea della folgore punitiva. Ha scritto alla Bastiglia la storia della virtuosa Justine, sottoposta contro la sua volontà a ogni sorta di violenza (quasi sempre retrograda) e alle più alambiccate angherie erotiche escogitate da libertini infiammati, perlopiù giudici e frati: tutti soprusi e corali assalti subiti con i begli occhi inondati di lacrime, e invocando il soccorso divino. Ora, mentre la sorella Juliette prospera nel vizio, la virtuosa Justine muore colpita da un fulmine «che la scaglia in mezzo al salone»: prova provata che la provvidenza sembra accanirsi sulle creature immacolate, e soccorrere propizia il crimine.fulmine
L'Essere Supremo squaderna un universo crudele: «Stolto, perché non mi imiti?». «Ah cielo che sento? Un fuoco invisibile mi brucia!» si lamentava invece a giusto titolo Don Giovanni di Molière, della schiera di atei e libertini colpiti dalla folgore divina.
Il Seicento devoto restaura il Cielo tuonante sui reprobi; ma con che leggerezza Shakespeare invia lo spiritello Ariel, su incarico dello spodestato duca di Milano Prospero, a fiammeggiare tra le sartie dell'Usurpatore: «I flam'd amazement, ho fiammeggiato terrore», racconta Ariel, più veloce della vista, come lampo di Giove.
Tutti salvi, alla fine; rinsavimento e amore concludono La tempesta (1611).
Il pentimento è pure il fine dei fulmini di Defoe, un anno dopo Robinson Crusoe; Il capitano Singleton (1720) è convinto dal quacchero Guglielmo, complice un fulmine estremamente persuasivo, a abbandonare vita dissoluta e filibusta.fulmine
Nell' Oberon di Wieland—è il 1780—il paladino Huon, incaricato dall'imperatore Carlo di riportargli quattro molari del califfo di Bagdad, riesce nell'impresa, ma non a mantenersi virtuoso sulla nave del ritorno, in una notte di luna, in compagnia dell'amata: tuoni, fulmini, tempesta, erranza, e guai di ogni tipo — fino alle nozze benedette dal papa.
Ormai i fulmini sono ridicoli, o mal consigliati.
A inizio Ottocento, la Batracomiomachia, e gli annessi, leopardiani Paralipomeni, deridono il Padre Giove che, mosso a compassione delle rane, disperde l'"armata intiera" dei topi (IV,6).
A metà secolo, il Rigoletto verdiano, abituato a esecuzioni verbali, sogna di vendicarsi più concretamente sul suo padrone: «Qual fulmin scagliato dal cielo, la mia mano colpirti saprà» — ma il fulmine si sa è cieco, e il pugnale per errore colpisce la figlia adorata del giullare.fulmine
La giustizia divina era ondivaga peraltro anche nella tradizione classica; perché colpire con la folgore il benemerito Esculapio, dio della medicina? Plutone era bensì irritato dalla rarefazione dei morti; e Zeus da ascolto alle sue recriminazioni. Ride Giove del resto alla richiesta di Numa Pompilio, che cerca il segreto dei fulmini (Ovidio, Fasti, III).
Il Novecento ha un senso nebuloso della colpa, e vividissimo il terrore del tempo.
Così, sorge Eugenio Montale a ritenere che «la bufera che sgronda sulle foglie» abbia a che fare con l'eternità: i colori improvvisi creati dai fulmini («il lampo che candisce / alberi e muri e li sorprende in quella / eternità d'istante») sono l'immagine dei fotogrammi della memoria, che a sorpresa illuminano certi attimi, per sempre.
indietroindiceavanti