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15) ecologia quotidiana: ABC del nuovo mondo

Alex Steffen ha curato Worldchanging - A user's guide for thè 21st century. Ne abbiamo ricavato un vademecum per una convivenza sostenibile

di Alex Steffen

Ventiquattro, 03/02/2007
Condividere mondo
Dal carsharingai texxi, i taxi collettivi che usano i telefoni cellulari per rendere più efficiente il servizio (testato a Liverpool).
La mobilità sostenibile è una priorità, ma la condivisione può essere vantaggiosamente estesa ad altri settori, in primis alla conoscenza.
Con beneficio anche degli analfabeti: l'indiano Barefoot College raccoglie e distribuisce informazione presso i più poveri del Sud del mondo su come conservare l'acqua e autoprodurre energia.

Monitorare
Da dove viene la merce che acquisti? Chi la produce e in quali condizioni?
Porsi simili domande nella nostra quotidianità di consumatori è una buona abitudine.
Non sempre è facile reperire questo genere di informazioni: un concorso lanciato da Design of the time (vedi "Divertirsi") invita a mettere a punto uno strumento per misurare la qualità di un qualunque oggetto di uso quotidiano.
Si chiamerà stuffo meter. Per incominciare possiamo farci un'idea dell'impatto ambientale del nostro stile di vita con www.myfootprint.org.
Tra le prime cause di ingiustizia sociale e di uso sconsiderato delle risorse è la corruzione: Transparency international (www.transparency.org) prova a combatterla.

Riciclare
È la regola che abbiamo imparato tutti, separando carta, vetro e plastica dalla spazzatura.
Implica però anche che si realizzino prodotti riciclabili.
Non è necessariamente una scelta punitiva: può essere opportunità di innovazione.
Sono nati così i detersivi biodegradabili al 100 percento di Method Home. In contenitori riciclabili, naturalmente. Siti come www.materialexplorer.com o www.materialconnexion.com illustrano i materiali più innovativi e i processi attraverso i quali vengono realizzati.

Autoprodurre
Siamo abituati a incontrarli nelle periferie delle grandi città, negli Stati Uniti servono piccole comunità: sono i giardini urbani coltivati.
Ora si incomincia a introdurli nelle scuole e negli ospedali: un'occasione di apprendimento e di controllo della qualità del cibo consumato.
Il fai da te è una scelta estrema che può investire anche altri settori: si veda, ad esempio, www.makezine.com.

Risparmiare
Un gruppo di designer francesi ha inventato reHouse/bath un sistema che riuso l'acqua impiegata per lavarsi bagnando delle piante, rendendo visibile con la crescita di queste ultime il nostro consumo.
Poco utile se non come provocazione, a differenza delle tante cose che si possono effettivamente fare per consumare meno energia e meno acqua: su cui ci informano siti come fypower.org.

Partecipare
Architetture della partecipazione, ovvero modelli per motivare e coordinare contributi diffusi. Inducono a mettere a disposizione risorse di cui si disponga in eccesso: il grid computing, ad esempio, sfrutta la capacità di calcolo non utilizzata di computer connessi in rete (impiegato nella caccia agli ufo, per ricerche mediche e sul clima). Oppure approfittano dell'apporto attivo dei cittadini, facendo leva sulle loro passioni: lo sanno bene i wikipediani, ma anche gli ornitologi, che si avvalgono dei birdwatchers amatoriali (vedi i progetti ebird).

Divertirsi
Mostrarsi sensibili alle istanze ambientali non è più un vezzo da ciclisti sfegatati come quelli che invadono occasionalmente le strade della California. È una sfida per designer, imprenditori, funzionari e politici. È un festival lungo un anno: si chiama Design of the time, si svolge nel Regno Unito e cerca di rispondere alla domanda: "Chi progetta la tua vita?" (www.dott07.com).

Informarsi
Abbiamo preso spunto per questa pagina dal libro Worldchanging (edito a New York da Abrams, 596 pagine, 37,50 dollari). L'ha curato Alex Steffen, che coordina il blog www.worldchanging.com. Identifica strumenti, modelli e idee che permettano di migliorare la nostra vita.
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