| 29) Millepiedi Tanto per iniziare, di piedi ne hanno al massimo 730
Questi animaletti non arrivano mai alla cifra tonda. Longevi, pigrissimi, passano il tempo a lucidarsi la corazza. Ma riservano anche altre sorprese. Compresa quella di essere le star di parecchi blog di Teresa Bernini Venerdì de La Repubblica, 01/2008 |
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Che siano belli non si può proprio dire. Anzi, oltre a non avere un bell'aspetto, sono anche inquietanti. Troppe gambe, testa e coda quasi identiche, colori che variano al massimo dal nero al marrone. E quel corpo diviso in segmenti che li fa assomigliare a un robot. In più compaiono improvvisamente, da luoghi non proprio ameni: l'angolo umido di un muro scrostato, una fessura nella roccia, un mucchio di foglie morte o di rifiuti. Siamo onesti: a chi piacciono i millepiedi?![]() E invece il gruppo degli appassionati aumenta ogni giorno. «Condivido con voi un lieto evento!» scrive Fabio, utente del blog di Sanguefreddo.net, uno dei punti di ritrovo in Rete dove ci si scambia informazioni su diete, comportamento e abitudini sessuali dei millepiedi. «Ho fatto le foto solo ora perché finalmente hanno raggiunto la taglia di ben quattro millimetri. Prima poteva essere pericoloso scavare per fotografarli...». Sanguefreddo.net non è l'unico punto di incontro frequentato da centinaia di persone. Ci sono anche forum di discussione (freeforumzone.leonardo.it/) e mailìng list (it.groups.yahoo. com/group/millepìedi).
A questi, per esempio, appartiene la scolopendra, che è carnivora, predatrice e che, quando punge, è irritante. I millepiedi invece sono vegetariani e quindi instancabili demolitori di residui vegetali. Se non ci fossero loro, saremmo sommersi dai detriti» spiega Alessandro Minelli, docente di zoologia all'Università di Padova e uno dei massimi esperti in Italia. Sminuzzano il legno morto e le foglie cadute dagli alberi in frammenti piccolissimi, arrivando a produrre una tonnellata di sostanza organica, ovvero concime, per ettaro. Occasionalmente «divorano» anche escrementi, cadaveri e altri resti poco decorosi. Ma lo fanno con eleganza. Nonostante vivano in mezzo ai rifiuti, infatti, sono pulitissimi e sembrano sapere come godersi la vita: spendono gran parte della giornata pulendo e lucidando ogni parte del corpo, dalle antenne alla bella corazza che li riveste. E facendo della lentezza uno stile di vita: nonostante tutte quelle zampe, per esempio, non superano i dieci millimetri al secondo. Eccoci dunque ai famosi piedi: «in realtà nessuno di loro ne ha davvero mille. Il più "fornito", l'Illacme plenipes, che vive nelle foreste californiane, arriva a 730» dice Minelli. E comunque quei bastoni sottili, che non sembrano arti ma tutt'al più peluria, sono composti da ben otto segmenti: anca, trocantere, prefemore, femore, postfemore, tibia, tarso e piede. Ogni paio, quello sul lato destro e quello sul lato sinistro, si sposta all'unisono, ma leggermente fuori fase rispetto alle zampe che si trovano dietro e davanti. Di qui quella tipica andatura a onda, del tutto simile alla ola che si fa negli stadi.
Ma non tutte fornitissime: il Polyxernis lagurus, un millepiedi a tutti gli effetti, in verità di zampe ne ha solo 24. Naturale, per una creaturina che arriva al massimo a due tre centimetri di lunghezza, almeno nelle nostre campagne. Ad altre latitudini però si può incontrare anche il Graphidostreptus gigas africano o lo Scaphistostreptus seychellarum, delle Seychelles appunto, che raggiungono anche i trenta centimetri. Eredità di un passato assai glorioso, quando il genere vantava esemplari come l'Arthropleura, estinto trecento milioni di anni fa: era un gigante lungo due metri e largo cinquanta centimetri. Un vero mostro. Oggi però gli outsider del gruppo hanno altre virtù: il genere Motyxia, per esempio, è capace di illuminarsi per tenere lontani i parassiti. Poi c'è il Serradium hirsutipes, che fa il subacqueo. «Che fossero amanti dell'umidità si sapeva, ma nessuno immaginava potessero restare immersi nell'acqua per più di un mese» dice Gianfranco Caoduro, biospeleologo e presidente della World biodiversity association, che dieci anni fa ha scoperto il Serradium hirsutipes in una grotta dei Monti Lessini. «Il suo sistema respiratorio, anziché essere un elementare tubo tracheale, ha delle "prese d'aria" modificate, con ciuffi di peli idrofobi che catturano piccole bolle d'aria» spiega Caoduro. Nuotatori e per giunta anche longevi. Alcuni sono in grado di raggiungere gli undici anni, anche se in media non superano i tre. E ogni giorno è una (sudata) conquista. I millepiedi crescono infatti molto lentamente: impiegano uno o due anni a raggiungere lo sviluppo sessuale. Dopodiché iniziano le sorprese.
Il maschio, che normalmente è di taglia inferiore, una volta che la compagna si avvicina, la afferra e la stimola con un massaggio ritmico. Le femmine depositeranno poi nel suolo un migliaio (giusto una coincidenza?) di uova. A volte restano per un po' a proteggerle, fino a quando la nuova nidiata non vede la luce. Suscitando le gioie degli appassionati del blog.
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