| 39) Scalfari: Così si salva l'informazione il fondatore di 'Repubblica' all'Università di Roma di Simonoetta Fiori La Repubblica, 23/04/2009 |
Giornalismo,fisiologia un mestiere difficile, si intitolava un saggio scritto da Alberto Asor Rosa diversi anni fa. Giornalismo, fisiologia di un mestiere a rischio, potrebbe intitolarsi la lezione tenuta ieri mattina da Eugenio Scalfari davanti a un'affollata platea di studenti iscritti al master su editoria e management culturale, presso la facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza. Dall'elaborazione intellettuale del partito dei philosophes - primi rappresentanti nobili del giornalismo moderno- alle pulsioni emotive dell'attuale informazione televisiva, il fondatore di Repubblica delinea una storia dell'opinione pubblica che, dopo oltre due secoli, rischia di essere polverizzata da messaggi fuorvianti.![]() Nel diluvio impazzito di notizie, 'in un paesaggio antropologico negli ultimi decenni profondamente modificato, ai giornali spetta fungere da "arche di Noè", depositi di valori che navigano contro le mitografie create dalle televisioni commerciali'. Solo così si può fronteggiare una crisi che non investe soltanto l'informazione, ma chiama in causa il declino etico e culturale di un paese segnato dal "presentismo", lo schiacciamento sul presente di marchio berlusconiano. Storia politica e storia intellettuale si mescolano nella lectio magistralis alla memoria autobiografica, particolarmente preziosa-ha detto Asor Rosa nell'introdurre il corso - per il singolare profilo assunto in oltre tre decenni da Scalfari, direttore ed editore di Espresso e Repubblica. Chi fa oggi concorrenza a Gutenberg? La crisi dei giornali, spiega Scalfari, non è solo legata alla più generale crisi economica, con il calo del 28 per cento di pubblicità, ma è cominciata ancor prima, con il dominio di Tv e soprattutto Internet. 'Attualmente i quotidiani nazionali vendono un terzo in meno rispetto a cinque/dieci anni fa. Perdiamo copie ma, se consideriamo i frequentatori del web che leggono il giornale sul sito, i lettori complessivamente aumentano'. Un fenomeno destinato a crescere con la messa a punto di tecnologie che permetteranno di scaricare dal computer l'intero giornale ('Allora sarà necessario fissare un piccolo prezzo di abbonamento'). Al quotidiano di carta spetta un ruolo da protagonista. 'È questoche garantisce il presidio di qualità per l'informazione fatta online'. Grandi inchieste, reportage, approfondimenti: tutto ciò che la tv e gli altri media non possono offrire è bene che si rafforzino nelle pagine cartacee. Ma il problema più vasto con cui si misura il giornalismo contemporaneo è la "diserzione dalla lettura" mostrata dai più giovani (non solo), a vantaggio del mondo delle immagini e dei suoni. 'Le conseguenze di questa diserzione riguardano i tempi: passato, futuro e presente. La mia generazione, nutrita di molte letture, ha un sentimento del tempo che comincia nel passato, in chiave di memoria propria'. Soltanto scegliendo di salire "sulle spalle dei giganti", si può avere uno sguardo più lungo. 'Se invece io decido di vivere esclusivamente nel presente - cifra attuale dello spirito pubblico - rischio di rimanerne schiacciato, proprio perché non ho memoria del passato. Questa è la condizione in cui versa la nostra classe dirigente, che vive di continue emergenze - alcune vere, altre conclamate per immediati ritorni politici- e dunque incapace di progettare il futuro delle generazioni successive'. Alla carta stampata spetta la funzione di recuperare il sentimento del tempo, 'una memoria del passato che sola permette di dare una visione prospettica del futuro'. Solo così si può difendere il processo attraverso cui si forma l'opinione pubblica. Tornare a Diderot forse è difficile, conoscerne la lezione indispensabile. |
