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46) Il sole si muove in te

tecniche per penetrare nei centri interni

di
Osho
Re Nudo, 2005
L'uomo è come in un cerchio senza un centro. La sua vita è superficiale; la sua vita è solamente sulla circonferenza. Vivete all'esterno: non vivete mai dentro. Non potete, a meno che non troviate un centro. mandala
Ho scoperto che non riuscite a vivere dentro. In realtà, non avete un 'dentro' senza un centro. Avete solamente il fuori. Questa è la ragione per la quale continuiamo a parlare del dentro, su come penetrare dentro, su come conoscere se stessi, su come entrare in se stessi, ma queste parole non recano un significato autentico.
Conoscete il significato delle parole, ma non potete SENTIRE quel che significano perché non siete mai dentro. Non siete mai stati dentro! Persino quando siete da soli, siete in una folla nella vostra mente. Non siete dentro neppure quando non vi sia nessuno fuori. Continuate a pensare agli altri; continuate a muovervi verso l'esterno. Persino quando siete addormentati sognate di altri. Non siete dentro.
Solamente nel sonno profondo, quando non c'è alcuna attività onirica, siete dentro, ma allora siete incoscienti.
Tenete a mente questo fatto: quando siete coscienti non siete mai dentro, e quando siete dentro nel sonno profondo diventate incoscienti. Perciò la vostra intera coscienza consiste nel fuori.
E quando parliamo di entrare dentro, vengono capite le parole, ma non il significato, perché il significato non è recato dalle parole: il significato viene attraverso l'esperienza. Le parole sono sprovviste di senso. Quando dico 'dentro', voi capite la parola - ma solamente la parola, non il suo significato. Non sapete che cosa sia il 'dentro', perché non siete mai stati coscientemente dentro. La vostra mente è costantemente uscente, Non avete alcun sentore di che cosa significhi o che cosa sia l'interiore'.
Questo è ciò che intendo quando dico che siete un cerchio senza un centro solamente una circonferenza: il centro c'è, ma ci cadete dentro solo quando non siete coscienti.
Altrimenti, quando siete coscienti vi muovete verso l'esterno, e a causa di questo la vostra vita non è mai intensa; non può esserlo. È solo tiepida. Siete vivi come se foste morti, o entrambe le cose simultaneamente.
Siete mortalmente vivi - vivendo una vita che somiglia a una morte. Esistere al minimo - non al culmine massimo, ma al minimo, potete dire: "lo sono" - questo è tutto. Non siete morti: questo è ciò che intendete per essere vivi.
Ma la vita non potrà mai venire conosciuta alla circonferenza. La vita può venire conosciuta solamente al centro. Sulla circonferenza è possibile solamente una vita tiepida. Perciò, invero, voi vivete una vita alquanto inautentica, e allora persino la morte diventa inautentica -
perché uno che non abbia veramente vissuto non può veramente morire.
Solo la vita autentica può diventare morte autentica.
Allora la morte è bella: ogni cosa che sia autentica è bella. E persino la vita, se è inautentica, è necessariamente brutta. E la vostra vita è brutta - proprio marcia. Non succede niente, Continuate ad aspettare, sperando che da qualche parte, un giorno, qualcosa avvenga. In questo preciso istante c'è solamente vuotezza, e nel passato ogni istante è stato come questo - solo vuoto. State solo aspettando il futuro, che un giorno capiti qualcosa - solo sperando. Allora si perde ogni istante. Non è avvenuto nel passato, perciò non avverrà neppure nel futuro. Può solo avvenire in questo istante, ma allora avrete bisogno di un'intensità - un'intensità penetrante.
Allora avrete bisogno di essere radicati nel centro.
Allora la periferia non basterà.
Allora dovrete trovare il vostro momento.
C'era qua un tale solo alcuni giorni fa che mi disse: "Mi sono innamorato di una, voglio sposarla". Lo scrutai negli occhi per un paio di minuti senza dire nulla.
Divenne irrequieto e disse: "Perché mi guardi? Mi sento imbarazzato".
Continuai a guardarlo.
Disse: "Pensi forse che il mio amore sia falso?".
Non dissi nulla. Continuai a guardarlo.
Disse: "Perché credi che questo non sarà un buon matrimonio?". Disse tra sé: "Non ci ho riflettuto molto, e per questo sono venuto da te. In realtà non so se l'amo oppure no".
Non avevo detto neppure una sola parola. Guardavo solamente nei suoi occhi. Ma egli divenne irrequieto, e le cose che erano dentro cominciarono a venire alla superficie, a gorgogliare.
Voi non siete certi; non potete essere certi di nulla: né riguardo al vostro amore, né riguardo al vostro odio, e neppure riguardo alle vostre amicizie. Non c'è nulla di cui possiate essere certi perché non avete un centro.
Senza un centro non c'è certezza.
Tutti i vostri sentimenti di certezza sono falsi e momentanei. Un momento vi sentite certi, ma il momento successivo la certezza se ne sarà andata perché in ogni momento avete un centro diverso. Non avete un centro permanente, un centro cristallizzato. Ogni momento è un centro atomico, perciò ogni momento ha il suo proprio sé.
George Gurdjieff era solito dire che l'uomo è una folla. La personalità è solamente un inganno, perché voi non siete una persona: siete molte persone. Perciò quando una persona parla in voi, quello è un centro momentaneo. Il momento successivo ce n'è un altro. A ciascun istante, a ogni situazione atomica, vi sentite certi, e non diventate mai consapevoli di essere solamente un flusso - molte onde senza alcun centro. Quindi alla fine sentirete che la vita non è stata altro che uno spreco. Lo è necessariamente. C'è solo uno spreco, solo un vagare - senza scopo, senza senso.
La preoccupazione fondamentale del tantra, dello yoga, della religione, è innanzitutto di scoprire il centro - innanzitutto come essere un individuo.
Si occupano di come trovare il centro che persiste in ogni situazione. Allora mentre la vita continua a muoversi di fuori, mentre il flusso della vita continua ininterrottamente, mentre le onde vanno e vengono, dentro il centro persiste.
Allora rimanete uno solo - radicati, centrati.
Questi sutra sono delle tecniche per trovare il centro.
Il centro c'è già, perché è impossibile essere un cerchio senza un centro. Un cerchio può esistere solo con un centro, perciò il centro è stato solamente dimenticato. C'è, ma non ne siamo consapevoli. C'è, ma non sappiamo come vederlo. Non sappiamo come mettere a fuoco la nostra coscienza su di esso.
La terza tecnica sulla centratura: "Chiudendo le sette aperture della testa con le mani, uno spazio tra gli occhi diventa onnicomprensivo".
Questa è una delle tecniche più antiche - e moltissimo usata, e anche una tra le più semplici: chiudete tutte le aperture della testa - occhi, orecchie, naso, bocca - TUTTE le aperture della testa. Quando tutte le aperture della testa sono chiuse, la vostra coscienza, che fluisce fuori continuamente, è improvvisamente arrestata: non può spostarsi verso l'esterno.
Forse non l'avete osservato, ma anche se interrompete per un attimo la respirazione, la vostra mente si fermerà perché la mente si muove con il respiro.
Questo è un condizionamento della mente.
Dovete capire che cosa significhi 'condizionamento'. Solo allora questo sutra sarà facile da capire. Pavlov, uno dei più famosi psicologi russi, ha fatto di questo termine 'condizionamento' - o 'riflesso condizionato' - una parola di uso comune in tutto il mondo. Chiunque abbia familiarità con la psicologia, anche solo un poco, conosce questa parola.
Due processi di pensiero - due processi qualunque - possono diventare in tal modo associati, che se l'uno comincia anche l'altro si mette in moto.
Questo è il famoso esempio pavloviano: Pavlov lavorava con i cani. Trovò che se mettete del cibo per cani davanti a un cane, la sua saliva comincia a formarsi. La lingua del cane viene fuori ed egli comincia a prepararsi, a essere pronto per mangiare. Questo è naturale. Quando vede del cibo, la sua saliva comincia a formarsi. Ma Pavlov condizionò questo processo con un altro. Ogni volta che si formava la saliva e c'era il cibo faceva altre cose. Per esempio: suonava un campanello e il cane sentiva il campanello che suonava. Per quindici giorni, ogni volta che il cibo veniva piazzato, il campanello suonava. Poi, al sedicesimo giorno, il cibo non fu piazzato davanti al cane. Si fece solo suonare il campanello, ma la saliva si formò lo stesso e la lingua venne fuori, come se ci fosse stato anche il cibo. Ma il cibo non c'era - c'era solo il campanello che suonava. Non c'è alcuna associazione naturale tra il campanello che suona e la saliva. L'associazione naturale è con il cibo. Ma ora il suonare del campanello era stato associato a esso, e persino il suonare del campanello dava inizio al processo.
Secondo Pavlov (e a ragione), l'intera nostra vita è un processo condizionato. La mente è un condizionamento. Così, se voi interrompete qualcosa nel condizionamento, ogni altra cosa associata si fermerà pure. Per esempio, non avete mai pensato senza respirare. Il pensiero c'è sempre stato insieme con il respiro. Non siete coscienti del respiro, ma il respiro c'è continuamente, giorno e notte. Ogni pensiero, ogni processo di pensiero è associato con il respiro. Se interrompete improvvisamente il respiro, s'interromperà pure il pensiero.
E se tutti e sette i buchi e sette aperture della testa vengono chiusi, improvvisamente la vostra coscienza non può spostarsi verso l'esterno. Rimane dentro, e questo 'rimanere dentro' crea uno spazio tra i vostri occhi. Quello spazio è noto come il terzo occhio.
Se tutte le aperture della testa sono chiuse, non potete uscire, perché siete sempre usciti da queste aperture. Rimanete dentro, e rimanendo dentro, la vostra coscienza si concentra tra questi due occhi, tra questi due comunissimi occhi. Rimane tra questi due, focalizzata. Quel posto è noto come il terzo occhio.
Questo spazio "diventa onnicomprensivo": questo sutra dice che in questo spazio ogni cosa è inclusa. L'intera Esistenza vi è compresa. Se riuscite a sentire questo spazio, avete sentito tutto. Una volta che voi riusciate a sentire dentro questo spazio tra i due occhi, avete conosciuto l'Esistenza - la sua totalità - perché questo spazio interno è onnicomprensivo. Nulla ne è lasciato fuori.
Le Upanisad dicono: "Conoscendo l'Uno si conosce tutto". Questi due occhi possono vedere solo il finito. Il terzo occhio vede l'infinito. Questi due occhi possono vedere solamente il materiale. Il terzo occhio vede l'immateriale - lo spirituale. Con questi due occhi non potete mai sentire l'energia, non potete mai vedere l'energia: potete vedere solamente la materia. Ma con il terzo occhio si vede l'energia in quanto tale.
Questa chiusura delle aperture è un modo per centrarsi, perché una volta che il corso della coscienza non può fluire fuori, rimane alla sua fonte. Questa fonte di coscienza è il terzo occhio. Se siete centrati nel terzo occhio, capitano molte cose.
La prima è che scoprirete che l'intero mondo è in voi.
Swami Rama era solito dire: "Il sole si muove in me, le stelle si muovono in me, la luna sorge in me. L'intero universo è dentro di me".
Quando disse questo per la prima volta, i suoi discepoli pensarono che egli fosse ammattito. Come possono esserci delle stelle in Ramatirtha? Egli stava parlando del terzo occhio, dello spazio interiore.
Quando per la prima volta lo spazio inferiore s'illumina, questa è la sensazione. Quando vedete che ogni cosa è dentro di voi, voi diventate l'universo. Il terzo occhio non fa parte del vostro corpo fisico. NON fa parte del vostro corpo fisico! Lo spazio tra i nostri due occhi non è uno spazio delimitato nel vostro corpo. È lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete mai più la stessa persona. Non appena conoscete questo spazio interiore, avete conosciuto l'immortale. Allora non c'è più alcuna morte. Quando conoscete questo spazio per la prima volta, la vostra vita sarà autentica, intensa, per la prima volta veramente viva.
Ora non è più necessaria alcuna sicurezza. Ora nessuna paura è più possibile. Ora non potete più venire uccisi. Ora non vi può venire tolto più nulla. Ora l'intero universo vi appartiene; voi siete l'universo.
Coloro che hanno conosciuto questo spazio interiore hanno gridato in estasi: "Aham brahmasmi: io sono l'universo io sono l'Esistenza".
Il mistico sufi Mansùr venne assassinato solamente a causa di questa esperienza del terzo occhio. Quando per la prima volta egli divenne consapevole di questo spazio interiore cominciò a gridare: "lo sono Dio".
In India sarebbe stato adorato, perché l'India ha avuto moltissime persone che sono giunte a conoscere questo spazio interiore del terzo occhio. Ma in un paese musulmano era difficile. E l'affermazione di Mansùr: "lo sono Dio - 'Ana'l-haqq, Aham brahmasmi" - venne considerata come qualcosa di antireligioso, perché l'Islam non riesce a concepire che l'uomo e Dio possano diventare tutt'uno. L'uomo è l'uomo - il creato, e Dio è il Creatore. Perciò come può il creato diventare il Creatore? Perciò quest'affermazione di Mansùr, "io sono Dio", non potè venir capita.
Così fu assassinato. Ma mentre veniva assassinato, ucciso, rideva. Perciò qualcuno gli chiese: "Perché stai ridendo, Mansùr?". Si narra che Mansùr abbia detto: "Rido perché non mi state uccidendo, e neppure potete uccidermi. Siete ingannati da questo corpo, ma io non sono questo corpo, lo sono il Creatore di questo universo, ed è stato il mio dito a mettere in moto quest'intero universo all'inizio".
In India egli sarebbe stato capito facilmente. Il linguaggio era noto da secoli e secoli. Abbiamo saputo che viene un momento in cui si conosce lo spazio interiore. Allora si diventa semplicemente pazzi. E questa presa di coscienza è così certa che anche se uccidete un Mansùr, egli non cambierà la sua affermazione - perché, in realtà, per quanto lo riguarda, voi non potete ucciderlo. Ora egli è diventato il Tutto. Non c'è più alcuna possibilità di distruggerlo.
Dopo Mansùr i Sufi impararono che è meglio tacere, perciò nella tradizione sufi dopo Mansùr è stato concordemente insegnato ai discepoli: "Quando giungete al terzo occhio state zitti e non dite nulla. Quando questo si verifica, statevene tranquilli. Non dite nulla oppure continuate solamente a dire formalmente le cose nelle quali la gente crede".
Perciò ora l'Islam ha due tradizioni: una, quella ordinaria, l'esteriore, l'essoterica; un'altra, il vero Islam, è il Sufismo - quella esoterica. Ma i Sufi tacciono perché dai tempi di Mansùr hanno imparato che parlare nel linguaggio che viene quando si apre il terzo occhio è mettersi inutilmente in difficoltà - e inoltre non è utile a nessuno.
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