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GAZ-magazine - numero 12 - (art-zine)
 
gazmImmagini
 
ho iniziato utilizzando fotografie prese dalle riviste con forme necessarie a raccontare storie, flash di realtà assemblati come sogni dove il quotidiano diventa magico.
poi ho fotografato e le foto avevano in sè ciò che sentivo, non volevano essere immagini, ma composizioni di colori.
quindi ho cominciato a fotografare ciò che avrebbe potuto diventare sogni.
infine i sogni erano sempre più indistinti e le forme, ancora presenti, solo supporto per colori e texture.
il digitale diventa indispensabile: non esiste obbiettivo previsto, ma ricerca di un risultato significativo che può manifestarsi, o no, legato a variabili che mutano continuamente.
nessuna sicurezza, nessuna stabilità, continuo sgretolamento da ricostruire in un nuovo equilibrio.
le combinazioni di colori sono infinite, imprevedibili per la loro miscelazione in verticale con lo sviluppo dei livelli. scelte progressive e definitive costruiscono sempre una realtà irripetibile.
 
carla petretich - luglio 2008